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Una famiglia di Catanzaro con 16 figli racconta all'agenzia stampa Agi la sua quarantena

12/05/2020

Papà, mamma e sedici figli, tutti insieme sotto lo stesso tetto. Quando suona la sveglia in casa Anania, in una villetta di 110 metri quadri, a Catanzaro, in pochi minuti ogni angolo si riempie. Ovviamente questa condizione di vita, già complessa, è diventata una esperienza particolare con le restrizioni relative all’emergenza coronavirus. Ognuno ha un compito ben preciso e nessuno puo’ saltare il proprio turno.

Ad essere precisi, in casa c’è un posto libero da quando Priscilla, la più grande dei figli, si è sposata e si è trasferita in una abitazione poco distante, ma gli equilibri non sono cambiati molto. La simpatica e coinvolgente famiglia Anania è stata ospite, qualche anno fa, anche del Festival di Sanremo, raccontando la sua esperienza record di famiglia così numerosa. In effetti, per condividere lo stesso tetto ognuno deve svolgere il suo compito: c’è chi libera il tavolo dalle stoviglie della colazione, chi pensa a lavare e chi a stirare, fermo restando anche un’organizzazione puntuale per la didattica a distanza.

L’età dei figli di Rita e Aurelio passa da 25 anni di Marta ai 7 di Paola, quindi, in mezzo, Luca, 23; Maria, 22; Giacomo, 20; Lucia, 19; Felicita, 18; Giuditta,17; Elia, 16; Beatrice, 15; Benedetto, 13; Giovanni, 12; Salvatore, 10; Bruno 9; Domitilla 8. Come raccontato dal sito “La Nuova Calabria”, tutta l’organizzazione per questa insolita squadra è ben scandita su un gigantesco post-it, anche se, incredibilmente, le restrizioni di questi ultimi due mesi hanno facilitato tutto, offrendo orari meno rigidi. A tenere unita questa famiglia c’è anche una grande fede che, come raccontano papà e mamma, ha sempre guidato la loro vita.

Papà Aurelio descrive con semplicità queste esperienze: “Stare chiusi dentro casa non è semplice, ma quello che ci ha sorretto e continua a sorreggerci – racconta – è il rapporto che abbiamo con la fede come famiglia. Facciamo parte del “Cammino Neocatecumenale” e nonostante non ci possiamo riunire, il mercoledì e il sabato, per sopperire a questa mancanza, celebriamo in famiglia la parola di Dio.

Come le lodi domenicali o il Rosario recitato tutte le sere”. Il Covid-19 ha bloccato le uscite di casa, limitate solo al papà per le cose indispensabili, ma ha creato qualche disagio nei turni per lo studio, subito affrontato: “Tutti e 15 studiano in un range che va dalla scuola elementare all’Università, passando dalla scuola media e dagli istituti superiori. E allora si fa a turno. Il mio computer l’ho ceduto. Ci studiano in tre e se mi serve devo chiedere il permesso – racconta sorridendo Aurelio – fortunatamente la scuola “Mattia Preti” ci ha dato un tablet per le lezioni a distanza di Benedetto”.

Nel complesso ma suggestivo sistema che muove casa Anania, anche gli spazi sono ben organizzati: “Tre studiano al piano di sopra, nelle loro stanze, tre in cucina, tre nel garage, qualcuno all’ingresso e persino sulle scale. Rita è bravissima – sottolinea Aurelio – segue i ragazzi nei compiti. Ha imparato a gestire egregiamente la didattica a distanza. Chi frequenta le superiori si autogestisce, ma per i più piccoli ci vuole un costante aiuto”. E dopo una giornata così movimentata, la famiglia si ritrova tutta per la cena: “A tavola, regna il caos”, ma è quel caos che si alimenta di amore, unità e gioie che difficilmente possono essere spiegate, rappresentando una unicità che la famiglia Anania interpreta a pieno.

Simone Puccio

Fonte AGI



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