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RIFLESSIONE. Lettera del Vescovo Mons. Francesco Savino a Willy

15/09/2020

Caro Willy, nel silenzio della mia preghiera, ho deciso di dedicarti qualche riga, perché queste parole restino, come pietra di inciampo a memoria delle future generazioni, quelle che il tuo sorriso rappresentava, con genuina fedeltà.
Vedo il tuo sorriso ovunque: sulle pagine dei giornali, in tv, sui social, e mi rendo conto di come, la bellezza, sia capace di attraversarci in maniera trasversale, di ferirci quasi, con la sua potenza.
Non ti ho conosciuto, non ho avuto la possibilità di conoscere il suono della tua voce, né di specchiarmi nella verità del tuo sorriso. La sola possibilità che ho, per sentirmi vicino al tuo sguardo, è questo cercarti a tentoni, con questa mia che spero arrivi al cuore di tutti. 

Vedi, caro Willy, quello che vedo, oggi, nei giovani, è un Olocausto dell’anima, un luogo di gelo e barricate, una terra di crisi, per come la intendeva il grande politico e pensatore Gramsci: quel momento in cui il vecchio muore ed il nuovo stenta a nascere. Tu, invece, hai rappresentato quel nuovo nascente, quella verità che appartiene solo a Dio e, come Gesù, hai vissuto un calvario che ti ha visto crocefisso. Il tuo non è stato solo l’esempio di una vita spesa per l’altro, un donarsi gratuitamente, tu sei stato l’esempio di come alcuni gesti ci rendano, nella memoria, immortali.

Le mie preghiere saranno la tua forza ed anche quella della tua dolce mamma che oggi non trova pace al pensiero di non essere stata in grado di difenderti e che combatte contro i fantasmi di una violenza ingiustificata, che non meritavi. Bisognerebbe rivedere le edizioni dei dizionari e affiancare accanto alla parola amico, alla parola altro, alla parola bellezza, il tuo nome. Il tuo nome che ora risuona, con rintocchi di dolore, in ogni dove, a monito di una storia che, grazie a te, dovrà riscrivere pagine nuove, perché te lo dobbiamo! 

Come scriveva Anna Frank, vittima dell’altro Olocausto, “quel che è accaduto non può essere cancellato ma si può impedire che accada di nuovo”.
Vorrei che questo fosse l’impegno di tutti gli uomini e le donne del mondo, una lotta gioiosa come il tuo sorriso, una lotta che passi attraverso le carezze, la comprensione conviviale delle differenze ed un amore per l’altro senza fine, per come tu, con il tuo gesto, ce lo hai insegnato.
Dio ti accolga nel suo giardino, come uno tra i fiori più belli, sradicati all’arsura di una Terra che potrà renderti giustizia solo diventando un cuore pensante.

Grazie Willy, raccontare di te, vorrà dire raccontare gesti concreti di speranza.
Oggi mi sento di essere il tuo Vescovo perché sento che tu, sei anche mio figlio.



+   Francesco Savino



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