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Ricordando Giovanni Paolo II in Calabria (5-7 ottobre 1984). Il Pontefice che diede speranza alla gente di Calabria

05/10/2020

Nel centenario della nascita di San Giovanni Paolo II, per tanti Calabresi sembra ancora oggi di sentirlo parlare, facendo memoria della visita apostolica che l'amato Pontefice compì in Calabria dal 5 al 7 ottobre del 1984 e nella celebrazione del Congresso Eucaristico Nazionale del 1988 a Reggio Calabria. 
Con queste prime parole nell’ottobre del 1984 Giovanni Paolo II salutava i fedeli di Calabria al suo arrivo nell'aeroporto di Lamezia Terme: «Nel giungere per la prima volta in questa terra meravigliosa, che con le verdi montagne si slancia verso il cielo e in gran parte del suo perimetro s'affaccia sul limpido mare Mediterraneo, porgo il mio cordiale saluto a tutti voi che siete accorsi così numerosi a ricevermi da centri vicini e lontani».
Il viaggio apostolico di Giovanni Paolo II tra le comunità cristiane di Catanzaro, Reggio Calabria, Cosenza, Crotone, Lamezia Terme, Serra San Bruno e Paola, è stato un "grande evento di grazia" che ha riproposto ad una Chiesa pellegrina nella storia di ieri e di oggi a farsi discepola della Parola di Dio. Il Pontefice, denunciando i problemi che ancor affliggono questa regione del sud, invitò i fedeli e scrutare i segni dei tempi, con un impegno di fedeltà a ricercare un rinnovamento nello Spirito Santo alla luce anche della preziosa eredità del Concilio Ecumenico Vaticano II.
Significativa fu anche l'udienza papale del primo giugno del 1985 quando i pellegrini Calabresi accompagnati dai vescovi delle 12 diocesi ricambiarono in segno di gratitudine la visita a Giovanni Paolo II nella "caput mundi".
Dalle parole del Pontefice uscirono ricordi e impressioni indelebili di un popolo fedele alla Chiesa e al successore dell'Apostolo Pietro.
«Come nel passato - così parlò il Pontefice ai pellegrini Calabresi -, ancor oggi la Chiesa di Calabria in tutte le sue componenti, vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose, associazioni e movimenti ecclesiali, laici di tutte le generazioni e categorie sociali, ha un ruolo fondamentale da svolgere nella società calabrese: innanzitutto la sua missione evangelizzatrice, la stessa di duemila anni fa, che oggi diviene nuova evangelizzazione; dalla luce del Vangelo scaturisce poi per ogni cristiano, cittadino di Calabria, l'impegno di operare per la rinascita morale, sociale ed economica della Regione».
Evidenziando le piaghe della delinquenza e il degrado morale e sociali Giovanni Paolo II, al termine del suo discorso, con instabile zelo e ardente amore invitò i pellegrini ad essere come l' "Apostolo tra le genti": «Siate quindi, come San Paolo che approdò a Reggio Calabria, annunciatori di Cristo; e siate insieme forza decisiva di promozione umana e sociale, siate la speranza e l'avvenire cristiano della Calabria».
La Chiesa di Calabria ha, così, ripercorso con il Pontefice un vero e proprio pellegrinaggio nella fede, per crescere nella comprensione, nella accoglienza e nell’obbedienza al Signore. Un camminare segnato da argomentazioni, interrogativi, esortazioni, input protesi a leggere e rileggere il contesto religioso, storico, culturale e sociale di una Chiesa del Sud.
Alla Chiesa di Calabria fu rivolta una parola di speranza con prospettive innovative intente a potenziare e valorizzare la qualità della vita, il ruolo dei laici e l’impegno politico e sociale in Calabria: l’antica terra di Parmenide, di Pitagora, di Telesio e la terra cristiana di Cassiodoro, di Nilo, di Gioacchino, di Francesco e di Campanella.
Giovanni Scarpino

Giovanni Scarpino



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