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Cassiodoro come Google, assegnati i premi 2020

14/10/2020

Se nascesse oggi, Cassiodoro, altrimenti detto Flavio Magno Aurelio Cassiodoro Senatore, sarebbe probabilmente un data scientist, o un esperto dei risvolti etici dell’Intelligenza artificiale. O probabilmente siederebbe al tavolo della fratellanza umana, tra papa Francesco e il grande Imam Al-Teyeeb.

Forse sarebbe stato l’inventore di Spotify, rivendicando la paternità di questa frase, tanto amata dal maestro Muti: “Se voi continuerete a commettere ingiustizia, Dio vi lascerà senza la musica”. O un formatore di novizi, avendo anche dato vita a due monasteri. Ma Cassiodoro è nato nel 487, in provincia di Catanzaro e le sue opere sono rimaste nascoste per secoli, la sua figura appena accennata nei libri di storia.

Un conterraneo e nostro contemporaneo, Antonio Tarzia, – sacerdote e giornalista – ha deciso di dissotterrarlo e, con un’operazione di moderna archeologia, di restituire la sua figura all’attualità. Complice, mons. Cantisani – arcivescovo emerito di Catanzaro-Squillace – che con la passione di un neolaureato in lettere classiche, traduce per la prima volta in lingua italiana i sei volumi di commento al Salterio – il libro dei Salmi – scritti da Cassiodoro. L’ultimo dei sei volumi “E’ il Signore!”, è uscito ad aprile per Jaca Book.

Nei quasi cento anni della sua longeva esistenza il Cassiodoro ha toccato musica, storia, letteratura, filologia, ortografia, mistica, scienze naturali, geografia, strategia geopolitica, dialogo. Intellettuale e politico, funzionario di Teodorico, con profondo misticismo ed anelito religioso ha prodotto numerosi volumi, ha dato vita al Vivarium, monastero e centro culturale. Quella che potrebbe apparire una storia di nicchia, ha in realtà varcato i confini della Calabria, a partire dal suo vivere a cavallo di tre mondi: i Barbari, al cui servizio lavorava, nel periodo del regno Goto, i Romani, sulle ceneri dell’Impero ormai caduto, e i Bizantini, con l’espandersi dell’Impero Romano d’Oriente. Ultimo romano e primo europeo, è una delle definizioni di Cassiodoro che più spesso ricorrono.

Per togliere la polvere dagli scaffali, don Antonio Tarzia ha messo in campo le cartucce del carisma paolino di don Alberione: ha accelerato la traduzione dei commenti al Salterio, ha fondato l’associazione culturale Cassiodoro, ne promuove la figura nelle scuole, e da 11 anni cura l’omonimo premio, assegnato con accurate motivazioni, a personalità legate alla Calabria o che si sono distinte nella ricerca e nell’elaborazione culturale, economica e sociale, ripercorrendo uno dei tratti della poliedrica figura calabrese.

Quest’anno, tra i premiati: il card. Ravasi legato a Cassiodoro dall’amore per la scrittura, e in particolare per i Salmi; il prof. Eugenio Gaudio, Rettore de La Sapienza; il direttore del Policlinico Gemelli prof. Cesare Catananti; don Valdirjosè de Castro, Superiore Generale Società San Paolo e Maria Voce, presidente del Movimento dei Focolari, “donna di fede ‘solare’, che guarda al futuro con gioia”, proprio come Cassiodoro che si è speso con intelligenza e costanza per il dialogo con gli Ortodossi e con gli Ariani: ben tre volte andò a Costantinopoli in compagnia di un Papa, come consigliere e ambasciatore.

Maria Voce, nel ricevere il premio, ha ricordato come lo scontro di civiltà cui si assisteva ai tempi di Cassiodoro, non è tanto lontano da quello cui assistiamo oggi, e dedica il premio «alle migliaia di persone nel mondo che insieme a tanti vogliono trasformare lo scontro delle civiltà in una civiltà dell’incontro, basata sul principio dell’amore evangelico che fa di tutti una famiglia di fratelli». Un premio anche per i calabresi e la Calabria, terra spesso dimenticata, di gente, e di cervelli, emigrata in tutto il mondo portando i valori della fatica, della pazienza, della tenacia e di una grande cultura.

I premi sono stati consegnati nella splendida cornice di Santa Maria in Trastevere, con la cordiale accoglienza della Comunità di Sant’Egidio. Appuntamento per la prossima edizione a Ravenna, dove Cassiodoro visse per molti anni. Mentre va avanti la causa di beatificazione, per questo cristiano antico e moderno, dichiarato a gennaio di quest’anno, Servo di Dio.

Maria Chiara De Lorenzo


fonte: www.cittanuova.it





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