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L'omelia del Vescovo Mons. Francesco Savino per la III DOMENICA DI AVVENTO

12/12/2020

In questa III Domenica di Anvvento, la “Domenica della gioia”, ritorna Giovanni il Battezzatore, questa volta secondo il racconto dell’evangelista Giovanni che ne parla nel primo capitolo del suo Vangelo offrendocene una narrazione “altra” rispetto ai vangeli sinottici.
Giovanni Battista è la cerniera tra il tempo dell’attesa, l’Antico Testamento, e il tempo del compimento, il Nuovo Testamento, è l’ultimo dei profeti dell’Antica Alleanza, è il primo a proclamare il Vangelo del Figlio di Dio, è il sigillo della continuità della fede, il testimone della legge e dei profeti ed è il testimone di Gesù Cristo.
Nel Vangelo di Giovanni, subito dopo l’annuncio di Colui che era fin dal principio rivolto a Dio e dopo la contrapposizione tra luce e tenebre, leggiamo: “Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni”.
Per l’evangelista Giovanni, il Battezzatore è un uomo inviato da Dio, un profeta, ed è un testimone. La sua missione riguarda la luce venuta nel mondo a cui tutti sono chiamati a rivolgersi, sottratti dal dominio delle tenebre. Lui non è la luce, ma soltanto testimone della luce.
E qual è la testimonianza che egli dà ai sacerdoti e ai leviti inviati dai Giudei da Gerusalemme ad interrogarlo?
Egli dice: “Io non sono il Messia!” Non vanta pretese messianiche, nessun sogno di proiezione sull’Unto del Signore. E precisa che non è neanche Elia ma solo una “voce di uno che grida nel deserto: rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaia”.
Giovanni battezza nell’acqua invitando tutti alla penitenza, alla confessione dei peccati e alla conversione al Signore. E quando continuano ad interrogarlo sul perché lui battezzi se non è il Cristo, né Elia, né il profeta, risponde: “Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete. Colui che viene dopo di me, a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo”.
Scrive Origene: Il mistero di Giovanni continua a compiersi nella storia fino a oggi. In chi sta per accogliere la fede in Gesù Cristo è necessario che vengano lo spirito e la forza di Giovanni, per preparare un uomo ben disposto, per appianare e raddrizzare le asperità del suo cuore. Sì, Giovanni ha preceduto il Cristo, ha indicato il Cristo, ma ancora oggi ci prepara alla sua venuta: per questo, insieme a Maria, è la grande figura che ci accompagna nel tempo dell’Avvento.
Affidiamoci a Giovanni Battista, “dirottatore” dello Spirito, accogliamo il suo invito, decidiamo di fare davvero un’inversione di marcia e sarà gioia nel nostro cuore.
Buona Domenica.

                                                                                                                                                                                   + Francesco Savino


testi biblici (Is 61,1-2.10-11; Lc 1,46-54; 1 Ts 5,16-24; Gv 1,6-8.19-28)



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