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L'omelia del Vescovo Mons. Francesco Savino per l' EPIFANIA DEL SIGNORE

06/01/2021

Celebriamo oggi la solennità dell’Epifania, la Manifestazione di Dio in Gesù che è venuto e viene sempre per essere accolto da ogni nazione, come unico Salvatore. Se Lo accogliamo, Gesù, il Verbo eterno di Dio, ci modella nei  pensieri, nei sentimenti, nelle azioni rivelandoci che siamo tutti figli di Dio.
La pagina del Vangelo di Matteo ci permette di riconoscere l’indifferenza e il rifiuto da cui siamo dominati insieme al desiderio della Verità che è Luce. Ci aiutano i magi che, come i pastori, giungono a Betlemme e adorano il Re dei Re. Essi, arrivati a Gerusalemme, si rivolgono ad Erode.
Erode è un re egoista ed egocentrico, uccide senza scrupoli per paura di perdere il potere, è bugiardo e ingannatore. Il Re che è nato è una minaccia da eliminare. Egli è chiuso completamente in se stesso e, quando chiede di voler conoscere ciò che le Scritture dicono, lo fa per tornaconto personale.
Succede anche a noi di pensare ed agire come Erode, quando siamo scontenti e feriamo o addirittura “uccidiamo” con la maldicenza e il discredito coloro da cui ci sentiamo minacciati, offuscati, spodestati. Possiamo arrivare a  manipolare e distorcere la Parola di Dio pur di mascherare piccoli interessi personali o di parte.
Coloro che, ricoprendo una dignità nella Chiesa, si lasciano trascinare dall’esercizio del presunto potere religioso, corrono il rischio di diventare indifferenti. È paradossale che i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo sanno  dedurre dalle Scritture il luogo esatto in cui è nato il Salvatore, ma non muovono un solo passo per andarGli incontro. Essi vivono la “mondanità spirituale” che li distoglie da Dio, pur occupandosi delle “cose di Dio”.
La mondanità spirituale induce a separare la fede dalla vita, a diventare “indifferenti” a Dio e agli altri. Quando opponiamo resistenza e rifiuto alla Luce che ci salva, siamo tristi “adoratori di conoscenze” ma non del Dio vivente.
I magi, invece, conoscono e approfondiscono la propria conoscenza,   cercando in profondità il significato dei “segni” che hanno visto. Essi non si chiudono nel proprio orizzonte culturale ma fanno emergere l’inquietudine della ricerca della Verità e si muovono dietro la Luce.
Il loro incontro con il Messia non ha segnato la fine della loro ricerca: essi hanno ripreso a camminare “seguendo un’altra strada”, come dice Matteo, continuando cioè in modo differente a cercare la verità. Sul loro esempio, noi cristiani siamo disposti a cercare con umiltà quella verità che sempre ci precede e che alla fine della storia ci accoglierà, insieme a tutti gli uomini, nel Regno?
Come nella luce della “stella” i magi avanzano nella conoscenza, così nella  Parola di Dio la conoscenza umana si dilata fino all’Infinito. Incontrare Gesù, che si è “spogliato della sua divinità” e ci ha amati fino alla morte in croce, ci unisce a Lui, ci svela che siamo tutti in Lui e che siamo un solo Corpo. In Lui e con Lui conosciamo che siamo figli e che siamo dono gli uni per gli altri, fratelli che fanno “la volontà del Padre”.
Buona Epifania del Signore.
✠   Francesco Savino

testi biblici (Is 60,1-6; Sal 71; Ef 3,2-3a.5-6; Mt 2,1-12)



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