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L'icona del Pilerio negli Ospedali cosentini nel giornata mondiale di preghiera per gli ammalati

12/02/2021

Una pioggia costante, a tratti violenta, ha accompagnato la visita dell’icona della Madonna del Pilerio all’ospedale di Cosenza e all’ospedale da campo allestito per l’emergenza Covid a Vaglio Lise.
La mente è tornata allo scorso anno, a quel 27 marzo, quando papa Francesco ci raccolse tutti in una piazza San Pietro completamente vuota, silenziosa e bagnata dalla pioggia.
Le lacrime della Madre, rappresentate dalla pioggia, di una madre che veneriamo come Madre che condivide le sofferenze e che ha accompagnato i passi della Chiesa nei momenti lieti e tristi, che qui a Cosenza ha manifestato la sua vicinanza caricandosi, come farebbe ogni madre, del dolore e della malattia dei figli. L’antico culto del Pilerio è legato al prodigio del bubbone della pesta apparso sul suo volto, come segno di liberazione della Città. La Madonna è andata in fretta, è corsa dai suoi figli più deboli (gli ammalati) e anche quelli che ogni giorno lottano con pazienza e amore (il personale sanitario).
Oggi la Madre è stata nei luoghi della sofferenza, dove tanti malati guardano a Lei, così come accade a Lourdes alla schiera di uomini e donne in cerca di speranza che si fanno pellegrini alla grotta del dolore e della speranza, in quel luogo dove il Cielo si riaperto sulla terra.
Nella tempesta non siamo soli perché con noi c’è Gesù, lui sta sulla nostra barca, fatta di un legno che non affonda, ma a tenere accesa la lampada della Speranza è proprio Maria, stella che si intravede proprio nella notte del cuore e della paura.
Per questo Gesù ci ha consegnato Lei e ci ha consegnato a Lei dalla Croce, in un binomio inscindibile, in un legame indivisibile, quello della Madre con il figlio.
Varcando gli ingressi dei due ospedali Maria ci è venuta a ricordare che presso la Croce, presso ogni Croce c’è una Madre pronta ad abbracciare il figlio, a stringerlo al proprio petto, come ha già fatto con Gesù. È lì, a sperare contro ogni disperazione, a non lasciare nella solitudine chi è prostrato, affaticato, inchiodato nel suo letto di dolore, avvolto dal terrore e dalla puzza di morte.
Un gioco di sguardi, quello di Maria con il Figlio sul Calvario, un gioco di sguardi che continua, rassicura e rafforza, per proseguire il cammino nel misterioso viaggio della vita nel quale abbiamo imboccato il sentiero del Calvario ma che con Lei accanto, si trasforma in Via dell’Amore.
Questa visita ci ha fatto un grande bene, ci ha fatto un grande dono al cuore. Ci ha fatto rivivere quell’incontro della Madre con il Figlio, che ricordiamo proprio alla quarta stazione della via Crucis. Chi ha chiuso gli occhi ha visto quel consolante abbraccio, chi ha sofferto e l’ha invocata, ne ha fatto anche esperienza.
Enzo Gabrieli

fonte: www.paroladivita.org




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