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L'omelia del Vescovo Mons. Francesco Savino per la I DOMENICA DI QUARESIMA (anno B)

20/02/2021

Oggi, prima Domenica di Quaresima, l’evangelista Marco narra della tentazione di Gesù nel deserto in maniera essenziale, senza entrare nello specifico: “Lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano”.
Secondo il Vangelo di Marco è lo Spirito, manifestato in Gesù nel battesimo al Giordano, che lo sospinge nel deserto dove Satana lo tenta.
Il deserto è il proprio cuore ed è il cuore il luogo del discernimento, per riconoscere le spinte che dividono da Dio, i vari idoli del mondo. Fare discernimento significa farsi abitare dalla volontà di Dio.
Sosteneva Origene: “La tentazione rende l’uomo o idolatra o martire”. Se l’operazione del discernimento consiste nel distinguere ciò che è bene e ciò che è male, tra obbedienza alla volontà di Dio e seduzione degli idoli, “di fronte all’indistinzione tra bene e male, all’in-coscienza del bene e del male e all’indifferenza dell’agire, la tentazione oggi più grave è la scomparsa della tentazione” (L. Manicardi).
Riconoscere la tentazione, essere messi alla prova nella scelta tra bene e male, ci sottopone ad un combattimento interiore che, sottraendoci all’effimero e al superficiale, ci rafforza nella fedeltà al Signore.
La fatica del combattimento spaventa e ci fa assumere spesso l’atteggiamento dello struzzo per cui riusciamo a nascondere a noi stessi la realtà. 
L’evangelista Marco precisa che Gesù fu tentato per quaranta giorni, un tempo metaforico che indica il cammino di Verità, che Gesù segue fino a quando, secondo Marco, “angeli e bestie selvagge”, insieme “lo servivano”.
“La pace tra il cielo e quel luogo di morte che è il deserto, manifesta la pace messianica annunciata dai profeti con immagini analoghe (cfr. Is 11,6-7;65,25) e che abbraccia l’intera creazione (cfr. Os2,20)”(L. Manicardi).
Nel deserto Gesù è solo, obbedisce allo Spirito di Dio e alla sua Parola, non si sente abbandonato dal Padre, gli angeli ne indicano la presenza incoraggiante.
Vinta la tentazione, confermata la sua fedeltà alla volontà di Dio, Gesù in Galilea incomincia a proclamare la Bella Notizia: il compimento del tempo e l’avvento del Regno di Dio. Questo annuncio esige la conversione di coloro che lo ascoltano: “convertitevi e credete nel Vangelo”. Anche noi, destinatari di questo annuncio, siamo chiamati alla conversione radicale.
Sosteneva Erasmo da Rotterdam: “L’uomo non ama il cambiamento perché cambiare significa guardare in fondo alla propria anima con sincerità, mettendo in discussione se stessi e la propria vita. Bisogna essere coraggiosi per farlo, avere grandi ideali. La maggior parte degli uomini preferisce crogiolarsi nella mediocrità e fare del tempo lo stagno della propria esistenza”.
Chiediamo al Signore che, in questa Quaresima 2021, possa avviarsi per ciascuno di noi il processo di rinnovamento per accogliere continuamente la Grazia che ci mostra il nostro destino, ci orienta nel discernimento tra Verità e menzogna, ci sostiene nel passaggio dalla mediocrità alla responsabilità.
Che il cambiamento di ciascuno sia una conversione radicale.
Buona Prima Domenica di Quaresima.

✠ Francesco Savino


testi biblici (Gn 9,8-15; Sal 24; 1 Pt 3,18-22; Mc 1,12-15)



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