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L'Eparca di Lungro Mons. Oliverio: "Grande e Santa Domenica di Pasqua".

02/04/2021

“Con l’incarnazione Cristo ha unito l’uomo alla natura divina, con la Risurrezione lo fa partecipe alla vita stessa di Dio”.
Il centro vitale, pulsante e portante dell’anno liturgico è la Pasqua
“festa delle feste”: ad essa tutto tende e da essa tutto prende inizio.
Tutto si è iniziato quella Notte, che apre sul Giorno del Signore. La Notte dove le tenebre sono vinte dalla luce, il peccato dall’amore, la schiavitù dalla libertà, la stanchezza dalla consolazione, la paura dalla gioia irrefrenabile ed eterna.
Arate pìlas, i àrchondes, imòn! Sollevate, o principi, le vostre porte! Alzatevi, porte antiche, ed entri il Re della gloria!
Il Trionfatore sul peccato e sulla morte fa solenne ingresso nella sala del banchetto e gli angeli lo accolgono perché è il Re della gloria.
Le porte della Chiesa si spalancano e tutto il popolo rientra con le luci al canto del canone di Pasqua: “È il giorno della Risurrezione! Risplen- diamo di luce, o popoli. È Pasqua del Signore, Pasqua! Cristo, Dio nostro, ha trasferito dalla morte alla vita, dalla terra al cielo, noi che cantiamo l’inno della vittoria”.
Queste parole risuoneranno nelle nostre Chiese durante la grande ufficiatura della Risurrezione, la celebrazione più intensa e significativa di tutto l’anno liturgico.
Così la Liturgia è il luogo che unisce il cielo alla terra ed innalza la terra fino al cielo di Dio.
Due momenti sono significativi nel mattutino della Risurrezione: il bacio dell’icona delle Resurrezione e l’abbraccio di pace che tutto il popolo si scambia con il saluto del: Christòs anèsti! Cristo è risorto! e a cui si risponde: Alithòs anèsti! È veramente risorto!
Cristo è veramente risorto. Lo è particolarmente nei giorni che stiamo vivendo, per chi soffre per l’incertezza della vita e del futuro, per chi continua a lottare per il bene di tutti, per chi custodisce la vita. Questa prova passerà; la pandemia si placherà e usciremo da questa prova con una maggiore consapevolezza del dono della vita.
 Alithòs anèsti. Lui è vivo in mezzo a noi.
È il Risorto, è il vivente, ha vinto la morte con l’amore, con il dono di sé ed è primizia di coloro che sono morti.
È il Risorto per chi continua a lottare per il bene di tutti, pensiamo ai tanti medici, infermieri, volontari, donatori, sacerdoti e di tutti coloro che prestano assistenza generosamente ai fratelli e alle sorelle che soffrono con spirito di sacrificio, abnegazione e amore.
Nel mezzo di questa crisi indicibile, essi profumano di resurrezione e speranza.
È il Risorto per le nostre relazioni, per le famiglie, per chi vive e opera nelle case di riposo, per chi si prende cura delle persone diversamente abili, per tutte le nostre comunità; continuiamo a rivolgerci con fede e con speranza: Christòs anèsti!
Il Dio dell’amore, il medico delle nostre anime e dei nostri corpi, ci permetterà di prenderci cura gli uni degli altri, ci donerà di trovare nuove vie di solidarietà e di impegno reciproco, ci insegnerà a trovare sempre nuovi modi per essere vicini gli uni agli altri. Questa crisi senza precedenti ha rivelato il potere e il valore dell’amore e della solidarietà. Siamo chiamati a mantenere la pace interiore, a ricordare le parole del Salvatore pronunciate alla vigilia della sua Passione redentrice: “Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo”.
Il Signore Risorto ci guiderà nella nostra vita quando non sarà facile, quando ci vorrà tanta forza e coraggio, quando dovremo donare qualco- sa di noi per il bene di tutti.

A tutti Voi il mio Augurio cordialissimo di Buona Pasqua Christòs anèsti - Cristo è risorto - Krishti u ngjallë

+ Donato Oliverio, Vescovo
Eparca di Lungro 



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