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Le conclusioni del Vescovo Mons. Luigi Renzo per la terza assemblea del primo anno del Sinodo diocesano di Mileto-Nicotera-Tropea

12/06/2018

"Una Chiesa ministeriale per l'annuncio del Vangelo" (primo anno)

Le parole del Vescovo Mons. Luigi Renzo 

In questa 3^ Assemblea del 1° anno del Sinodo concludiamo, fratelli carissimi, la riflessione e la verifica su tre aspetti pastorali che ci hanno interpellato in questa prima fase non tanto sul piano teorico-dottrinale, quanto su quello pastorale e pratico. 

Ci siamo interrogati su:
- la vita liturgica delle nostre comunità;
- il senso che diamo e come coltiviamo la pietà popolare;
- la cura delle vocazioni alla vita consacrata.

Lodo e mi compiaccio per lo sforzo fatto per dare le prime risposte ai quesiti dell'Instrumentum laboris. Mi pare che in questo primo anno la collaborazione e la volontà di esserci abbiano avuto un ampio spazio di confronto per giungere a proposte di orientamenti pastorali su cui continuare a lavorare per elaborare quel progetto di "Chiesa che vogliamo" che consenta di pervenire con l'impegno di tutti al traguardo di "Una Chiesa lieta di testimoniare il Vangelo" nel nostro territorio.
Siamo consapevoli che alla testimonianza si arriva lasciandoci afferrare dallo Spirito di Gesù come esperienza di una Pentecoste perenne che trasforma i nostri cuori e la nostra vita personale e comunitaria. La nostra vita di fede "radicata" ed "inverata" dal Vangelo testimonia, cioè mostra fattivamente nei comportamenti personali e nelle scelte della comunità, la forza trainante della fede che professiamo senza più la paura di dover andare controcorrente, o di perdere per strada "pezzi inutili" di tradizioni pseudo-religiose che appesantiscono ed impediscono di volare alto come il Signore ci chiede: "Voi siete nel mondo, ma non del mondo".

Per realizzare questo traguardo occorre essere uniti e coesi, fiduciosi in quello che il Signore ci ha promesso: "Vi darò un cuore nuovo, metterò in voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. Porrò il mio spirito dentro di voi" (Ez. 36,25.27).
 
Purtroppo c'è da riconoscere che non sempre nei fatti mostriamo questa compattezza e questa unità spirituale continuando su atteggiamenti contraddittori che non costruiscono comunione tra le comunità ed anzi lasciano passare la convinzione che ognuno possa fare a suo piacimento quello che vuole. Mi riferisco, per esempio, restando nei termini tematici di questa nostra assemblea, alla incoerenza e contro testimonianza con cui ancora in qualche parrocchia e da parte di alcune confraternite, per fortuna non tutte, ci si comporta disobbedendo alle norme del "Direttorio per le Feste religiose", che pure è in vigore da quasi 10 anni, o alle direttive date per la "Degna celebrazione dei Sacramenti" a riguardo dei fiori, dei fotografi che non devono essere invadenti e della scelta dei padrini: non si può procedere su un doppio binario "ad usum Delphini". 
Se il Papa stesso ci sta richiamando in tutte le salse ad uno stile di Chiesa sobria e povera, come possiamo consentire sprechi in nome dei Sacramenti? Le scelte fatte non devono passare sulla testa come se nulla fosse stato deciso. Non sono leali quelli che fanno finta di nulla, chiudono gli occhi e disobbediscono a danno di immagine di chi invece fa il proprio dovere. Si può non essere d'accordo sulle norme, ma si obbedisce. La Chiesa non può fare la fine dell'esercito di Francischiello: ognuno per sè e Dio per tutti! Questo porta allo sbando, non all'unità ed alla comunione.
Dobbiamo metterci tutti in stato generale di "purificazione" e di "conversione", se vogliamo fare sul serio e non lasciare tutto sulla carta. Ecco il "cuore nuovo". Le riforme non si fanno se non partono dal cuore e non si attivano col cuore. Per quieto vivere non si può e non si deve restare impantanati creando disagi, tra l'altro, ed offendendo i confratelli che sono coerenti con gli orientamenti assunti.
E' chi obbedisce a meritare, in verità, più rilevanza degli altri perchè danno il buon esempio a costo di essere mal sopportati. E qui voglio esprimere gratitudine e compiacimento per chi opera bene. Insieme, uniti, riusciremo a dare il volto nuovo e più splendente alla nostra Chiesa locale, che dal Sinodo si aspetta molto, ma l'esito dipende solo dai semi che tutti saremo capaci di coltivare e far crescere nei nostri cuori di pastori e di fedeli.
E' pur vero che fa più rumore un albero che cade, che non una foresta che cresce. Sono certamente maggiori i segni del bene e questo non può che darci fiducia e farci gioire nel Signore. Ma non sarebbe più bello se a crescere  fossimo tutti e insieme? Se questa gioia e letizia sono corali, la nostra presenza nel mondo diventa più significativa e credibile anche nei segni visibili esternamente.

Perdonatemi questo tono e l'appello accorato che rivolgo a me e a voi. Sappiamo bene come sia importante lasciarci prendere per mano ed accompagnare dal Signore Gesù nelle nostre situazioni sotto certi aspetti anche difficili e complicate, ma la disponibilità e l'obbedienza all'azione dello Spirito non può che essere di conforto e di incoraggiamento. E' il Signore che "pone il suo Spirito dentro di noi"!

Le indicazioni emerse anche in questa terza Assemblea sinodale sugli aspetti della vita liturgica della nostre comunità, come sulla valorizzazione sapiente della vera pietà popolare, risorsa da non sottovalutare e da non sacrificare ad una esteriorità spettacolare esagerata che rischia di trasformarla in folklore. Non perdiamo di vista, inoltre, la necessità di formare comunità parrocchiali spiritualmente ricche e vivaci, in cui può fiorire il rilancio delle vocazioni di speciale consacrazione sia al maschile che al femminile, senza ignorare anche le forme nuove di consacrazione laicale. Nell'ultima Assemblea generale della CEI Papa Francesco tra le preoccupazioni prospettate ai Vescovi italiani c'è stata anche la crisi vocazionale che in certe diocesi sta diventando drammatica. Noi, grazie a Dio, stiamo ancora bene, ma fino a quando durerà se le nostre comunità non si rinnovano nello spirito e nello stile di vita?

Concludo col ringraziare di cuore tutti per l'apporto positivo che avete dato e continuerete a dare al nostro dibattito sinodale. Le indicazioni suggerite saranno oggetto di studio e di elaborazione sintetica da parte della Segreteria per arrivare a concretizzare un quadro di proposizioni operative su cui torneremo a ragionare ancora insieme nel Convegno diocesano del 20-21 settembre prossimi. In quella occasione faremo il punto su quanto emerso finora per ripartire e misurarci con le tematiche previste nell'Instrumentum laboris per il prossimo anno sinodale senza lasciare nulla all'improvvisazione ed anzi correggendo qualche naturale sbavatura che ci può essere stata in questo primo anno.
Il Signore ci raccomanda di stare sempre con i fianchi cinti e le lampade accese pronti ad "accogliere lo Sposo".
Di nuovo grazie a tutti e buona estate, ricordandoci, comunque, che nè il Signore, nè la fede vanno mai in vacanza. Sia lodato il Cuore Divino di Gesù ed il Cuore Immacolato di Maria. Amen.



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