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A Castrovillari, al via venerdì 14 settembre l’Assemblea ecclesiale diocesana dedicata ai giovani

13/09/2018

Si svolgerà i prossimi 14 e 15 settembre, l’Assemblea diocesana convocata dal Vescovo di Cassano allo Jonio sul tema: “Generare i giovani alla vita e alla fede nella comunità cristiana: una sfida educativa”.

L’assemblea, che si terrà nella Parrocchia San Girolamo, di Castrovillari, avrà un’appendice il 21 settembre, durante la quale il Vescovo trarrà le conclusioni e presenterà le nuove linee pastorali per il  2018/2019.

Numerosi i relatori e i laboratori tematici che si svolgeranno nella due giorni alla quale potranno partecipare i delegati dai parroci. Oltre duecento i delegati iscritti, provenienti da tutto il territorio diocesano.
 
Di seguito la lettera di convocazione del Vescovo Savino. 
 


Carissimi,

anche quest’anno ci prepariamo con entusiasmo all’ Assemblea Diocesana che avrà come tema: “Generare i giovani alla vita e alla fede nella comunità cristiana: una sfida educativa”.

Una felice coincidenza: la nostra Assemblea si svolgerà in concomitanza del Sinodo che avrà come tema: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale” e che è stato voluto fortemente da Papa Francesco.

Nel Documento Preparatorio della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo, l’anno scorso, il Papa così scriveva: “Mi vengono in mente le parole che Dio rivolse ad Abramo: «Vattene dalla tua terra, dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre, verso la terra che io ti indicherò» (Gen 12,1). Queste parole sono oggi indirizzate anche a voi: sono parole di un Padre che vi invita a “uscire” per lanciarvi verso un futuro non conosciuto ma portatore di sicure realizzazioni, incontro al quale Egli stesso vi accompagna. Vi invito ad ascoltare la voce di Dio che risuona nei vostri cuori attraverso il soffio dello Spirito Santo [...] Il suo fu un forte invito, una vocazione, affinché lasciasse tutto e andasse verso una terra nuova. Qual è per noi oggi questa terra nuova, se non una società più giusta e fraterna che voi desiderate profondamente e che volete costruire fino alle periferie del mondo?”

Papa Francesco insiste sul richiamo alla corresponsabilità che deve portarci a sognare, a progettare con audacia, ad essere accanto e con i giovani, ad attivare processi di cambiamento, liberandoci dai luoghi comuni, consapevoli che i giovani non sono un problema ma il grande capitale umano, una preziosa risorsa. Quando parliamo di giovani e ai giovani, dobbiamo abbandonare approcci che oscillano tra paternalismo e assistenzialismo, lamentazioni e giudizi precostituiti, facendo, invece, prevalere la voglia di cambiamento e la generosità di tutti, in un incontro intergenerazionale.

Richiamo a tutti la riflessione su “il discepolo che Gesù amava” (Gv 13, 23; 19, 26; 21, 7), icona evangelica del Documento, da cui siamo invitati ad incamminarci insieme seguendo come metodo il discernimento dei segni dei tempi che, leggiamo nello stesso Documento, “punta a riconoscere la presenza e l’azione dello Spirito nella storia; un discernimento morale, che distingue ciò che è bene da ciò che è male; un discernimento spirituale, che si propone di riconoscere la tentazione per respingerla e procedere invece sulla via della pienezza di vita. Gli intrecci tra queste diverse accezioni sono evidenti e non si possono mai sciogliere completamente”.

Suggerisco, per le decisioni riguardanti la nostra azione pastorale, i tre verbi “uscire”, “vedere”, “chiamare” riportati sempre nel Documento preparatorio del prossimo Sinodo.

Uscire “significa accogliere l’invito di Papa Francesco a uscire, anzitutto da quelle rigidità che rendono meno credibile l’annuncio della gioia del Vangelo, dagli schemi in cui le persone si sentono incasellate e da un modo di essere Chiesa che a volte risulta anacronistico”.

Vedere “uscire verso il mondo dei giovani richiede la disponibilità a passare del tempo con loro, ad ascoltare le loro storie, le loro gioie e speranze, le loro tristezze e angosce, per condividerle: è questa la strada per inculturare il Vangelo ed evangelizzare ogni cultura, anche quella giovanile”.

Chiamare “vuol dire in primo luogo ridestare il desiderio, smuovere le persone da ciò che le tiene bloccate o dalle comodità in cui si adagiano. Chiamare vuol dire porre domande a cui non ci sono risposte preconfezionate”.

I giovani sono soggetti che hanno diritto a essere accompagnati. Tutti i giovani, nessuno escluso! E la comunità dei credenti deve sentirsi responsabile del compito di educare le nuove generazioni e, per questo, le comunità cristiane devono essere non formali o autoreferenziali, quasi delle elite o delle caste, ma comunità credibili e autorevoli, che fanno del Vangelo la loro scelta di vita e dell’Eucarestia il fondamento della fraternità.

Nei numerosi incontri nelle parrocchie e nelle suole, svolti nei miei tre anni di ministero episcopale, e prima ancora nei tanti anni da parroco, mi sono reso conto che gli adolescenti e i giovani, al di là di ogni idea preconcetta su di essi, se si sentono amati e accolti per quello che sono, sono disponibili non solo a mettersi in gioco, ma a rischiare la vita pur di trovare risposte alla sete di assoluto, di infinito, di Verità che caratterizza ogni essere pensante. Un vero accompagnatore, o educatore o animatore o catechista, ha il compito primario ed ineludibile di svelare nei giovani e con i giovani il desiderio di bellezza, di gioia e di felicità in modo da favorirne l’incontro personale con Gesù.

I verbi “riconoscere, interpretare, scegliere”, che ci consegna l’Instrumentum laboris del Sinodo di Ottobre, ci orientano nella cultura dell’indecisione e dello scarto in cui siamo immersi.

I questionari, l’articolazione dell’Assemblea con i nomi dei Relatori, i laboratori tematici per il confronto e le proposte sono stati già definiti grazie all’impegno del Vicario per la Pastorale don Giovanni Maurello e del gruppo di lavoro da me indicato.

Tutto è ormai pronto, mancate soltanto voi!

Lasciamoci guidare dallo Spirito Santo, il protagonista di ogni esperienza cristiana perché l’Assemblea sia un’opportunità di grazia in cui i giovani vengano riconosciuti come soggetti e protagonisti della Chiesa di Cristo Signore.

Concludo questa mia riflessione, che introduce all’Assemblea, con la “preghiera del buonumore” di san Tommaso Moro, riportata da Papa Francesco, a conclusione del suo libro “Dio è giovane”. Recitiamola spesso.

Signore
donami una buona digestione
e anche qualcosa da digerire.
Donami la salute del corpo
e il buon umore necessario per mantenerla. Donami, Signore, un'anima semplice
che sappia far tesoro di tutto ciò che e' buono
 e non si spaventi alla vista del male
 ma piuttosto trovi sempre il modo
 di rimetter le cose a posto.
 Dammi un'anima che non conosca la noia, i brontolamenti, i sospiri, i lamenti
  e non permettere
  che mi crucci eccessivamente
  per quella cosa troppo ingombrante
  che si chiama "io".

 Dammi, Signore, il senso del buon umore concedimi la grazia
 di comprendere uno scherzo
 per scoprire nella vita un po' di gioia
 e farne parte anche gli altri. Amen.

Augurandovi un tempo di contemplazione che possa dare ristoro al cuore e alla mente, invocando la protezione di Maria, donna del Terzo Giorno, vi benedico e vi ripeto: “vi voglio bene”.

+ Francesco Savino 
 



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