News dalla Calabria

Torna alla lista

L'omelia del Vescovo Mons. Savino per il Santo Natale

25/12/2018

Le letture bibliche della Messa del giorno di Natale richiamano alla bella notizia della Incarnazione di Dio, nel Figlio Unigenito Gesù Cristo. Meditiamo, attraverso il prologo del IV Vangelo, sull’identità di quel Bambino nato dalla Vergine Maria: Egli è la parola di Dio, il Figlio, vivente in Dio dall’eternità. “In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio … E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre pieno di grazia e di verità”. Con termini di straordinaria poesia, l’evangelista Giovanni ci introduce misticamente all’“in-principio”, all’eterno, il “per sempre”.
Per noi cristiani la domanda è decisiva: chi è Dio per noi, dopo la sua umanizzazione in Gesù? 
L’Antico Testamento è scandito dall’adagio «chi vede Dio muore» (cf. Es 33,20): con questa espressione la cultura veterotestamentaria esprime la santità di Dio, la verità del Dio che non può essere definito da un volto umano, ma che mostra lui stesso la sua immagine e si fa conoscere nella sua Parola; il credente dell’Antico Testamento chiede con insistenza a Dio di mostrargli il suo volto: è la domanda di Mosè (cf. Es 33,18), è l’invocazione del salmista (cf. Sal 43,3; 63,3), ma questo volto è svelato all’uomo soltanto al di là della morte (cfr. E. Bianchi). 
L’umanizzazione di Dio in Gesù ha svelato il suo volto già qui sulla terra: nella conclusione del prologo giovanneo si legge che “Dio nessuno lo ha mai visto: proprio il Figlio Unigenito, che nel seno del Padre, Lui lo ha rivelato”. Sì, con l’incarnazione, Gesù ci ha narrato e spiegato Dio perché l’uomo Gesù è il racconto definitivo di Dio e chi vede Gesù, chi lo incontra, conosce il Padre Dio perché, nella carne di Gesù, il Dio invisibile si è reso visibile per tutti.
Nella scelta di Dio di farsi “uno di noi” c’è tutta la singolarità del cristianesimo rispetto ad ogni altra religione anche monoteista. Gesù ha detto ai suoi discepoli: “nessuno viene al Padre se non per mezzo di me … chi vede me vede il Padre” (Gv 14, 6.9);“A quanti lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio”: Egli ha dichiarato non solo la possibilità ma la realtà che noi, come tutti gli uomini, siamo veramente figli di Dio e possiamo raggiungerlo. E’ qui la vertigine del Natale! La vita stessa di Dio in noi. Dio in me e io in Lui. Questa è la condizione e il destino di ogni creatura: diventare “sillaba di Dio, carne intrisa di cielo, figlio” (E. Ronchi).
L’esperienza cristiana è esperienza di libertà e, quindi, ci mette a contatto con il “mistero di iniquità” , con la possibilità di rifiutare lo sconfinamento della nostra natura umana. “Venne fra la sua gente, ma i suoi non l’hanno accolto” (Gv 1, 11). Accoglienza e rifiuto, adesione e resistenza oppositiva: è il paradosso della libertà cristiana. 
Richiamo la preghiera di colletta con cui abbiamo iniziato la celebrazione: “fa’ che possiamo condividere la vita divina del tuo Figlio, che oggi ha voluto assumere la nostra natura umana”.
All’incarnazione di Dio corrisponde la “divinizzazione” dell’uomo. Se Adamo ed Eva, nel giardino dell’Eden, mangiarono “il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male” per “essere come Dio”, con il Natale, Dio rivela gratuitamente ad ogni uomo e ad ogni donna di essere come Lui. San Gregorio di Nazianzio parlava delle tre nascite di Dio: la nascita eterna del Verbo di Dio dal seno del Padre; la seconda, quella storica, la nascita di Dio nel grembo di Maria; la terza, definita mistica, quella della nascita di Dio nell’anima del credente.
I cristiani giocano la libertà in questa possibilità: far nascere Dio “misticamente” nella propria anima, lasciare che le parole del prologo di Giovanni abbiano il compimento nel “cuore pensante”  di ogni mendicante del cielo.
“Nascesse mille volte Gesù a Betlemme, se non nasce in te…tutto è inutile” (Angelo Silesio, mistico del XVII secolo).
Buon nascita mistica di Dio nel cuore di voi tutti, nella libertà.

                                                                       +   Francesco Savino



Fotogallery