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L'omelia domenicale del Vescovo Mons. Francesco Savino. I DOMENICA DI QUARESIMA

09/03/2019

Con il Mercoledì delle Ceneri è iniziato il tempo di Quaresima, un tempo di grazia da vivere in conversione a Dio per allontanarci dagli idoli seducenti e alienanti. In questi quaranta giorni prima della Pasqua, abbiamo il tempo per la lotta spirituale che ci consente l’autenticità verso noi stessi, verso gli altri e verso Dio.
Nel Vangelo di oggi, I Domenica di Quaresima, leggiamo il racconto secondo Luca delle tentazioni di Gesù sospinto dallo Spirito nel deserto. 
Luca raccoglie nel numero di tre le tentazioni corrispondenti ai tre aspetti delle relazioni degli esseri umani. Afferma Ermes Ronchi “ognuno tentato verso se stesso, pietre o pane; verso gli altri, potere o servizio; verso Dio, lui a mia disposizione. Le tentazioni non si evitano, si attraversano. Attraversare le tentazioni significa in realtà fare ordine nella propria fede”. 
Gesù viene tentato in tre luoghi diversi: nel deserto, su un’altura sopra Gerusalemme e sul pinnacolo del tempio a Gerusalemme. 
Alla prima tentazione “che questa pietra diventi pane”, Gesù risponde: sta scritto: «non di solo pane vivrà l’uomo». Il pane è indispensabile ma non basta a soddisfare il bisogno di affetti, di relazioni efficaci, a rispondere alle domande sul senso della vita o al desiderio di bellezza e di bene. La Parola di Dio illumina l’esistenza di chi riconosce la possibilità di oltrepassare i desideri della “pancia”.
Il diavolo tenta ancora Gesù dicendo: “se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo”, tutto il potere e tutta la gloria possibile”. Ricorre alla logica del mercato: “io ti do e tu mi dai”, ma Gesù richiama la “Parola” che non delude, che non inganna, che non mercanteggia. Replica: sta scritto: «il Signore, Dio tuo, adorerai: a Lui solo renderai culto». Tra il potere e il primato di Dio, Gesù sceglie l’obbedienza alla volontà del Padre, l’Unico degno di culto e adorazione.
La terza tentazione è una vera provocazione: “Se tu sei figlio di Dio, gettati giù da qui”; sta scritto infatti: «ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano». Ma “i miracoli non servono per credere: Gesù ha fatto fiorire di prodigi Galilea e Samaria, eppure i suoi lo vogliono buttare giù dal monte di Nazareth” (E. Ronchi). Al diavolo che cerca di ridurre la fede a prodigio, Gesù risponde: “è stato detto: non metterai alla prova il Signore Dio tuo”.
Messo alla prova, Gesù replica al diavolo affermando la priorità del Padre; ma “il diavolo si allontanò da Lui fino al momento fissato”, il momento della sua passione e morte.
Vivere è fare i conti con le tentazioni. E’ essere messi alla prova continuamente. Per questo, con la preghiera della Colletta, diciamo: “Signore nostro Dio, ascolta la voce della Chiesa che ti invoca nel deserto del mondo: stendi su di noi la tua mano, perché nutriti con il pane della tua parola e fortificati dal tuo Spirito, vinciamo con il digiuno e la preghiera le continue seduzioni del maligno”. 
Gesù Cristo non ci abbandona perché è il vero protagonista della nostra lotta.
Buona Domenica.

+Francesco Savino



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