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La riflessione domenicale del Presidente della CEC, Mons. Vincenzo Bertolone. "La Quaresima, primavera dello spirito"

10/03/2019

«Scava dentro di te. È lì la fonte del bene, ed essa può sempre continuare a zampillare, se tu scavi sempre».
Nelle parole di Marco Aurelio, imperatore e filosofo, c’è un invito da non lasciar cadere. È un appello ad acquisire la consapevolezza di essere troppo spesso così presi dalla realtà quotidiana da non essere più capaci di guardare in alto; d’essere talmente protesi verso azioni piccole e modeste da diventare incapaci di quelle grandi; di lasciarsi assorbire dalle cose materiali fino a perdere ogni sapore per la bellezza e la spiritualità. Ed alla fine, essere preda del chiacchiericcio, fino a diventare sordi alla voce della coscienza che risuona nel silenzio.
Una constatazione amara, che risalta ancor più nella Quaresima, che è tempo da vivere come occasione in cui far convergere nello sforzo di conversione la maggior parte delle nostre energie. «I beni sono provvisori, il potere passa, il successo tramonta», ha ricordato il giorno delle Ceneri papa Francesco: «La cultura dell’apparenza, che induce a vivere per le cose che passano – ha sottolineato il Santo Padre - è un grande inganno. Perché è come una fiammata: una volta finita, resta solo la cenere. La Quaresima, invece, è il tempo per liberarci dall’illusione di vivere inseguendo la polvere. È riscoprire che siamo fatti per il fuoco che sempre arde, non per la cenere che subito si spegne». Certo, l’esercizio della meditazione, dell’esame di coscienza, della riflessione è impegnativo ed è molto più facile veleggiare nel vuoto, lasciandosi trasportare dal vento delle tendenze. Eppure, è solo scavando in profondità si scopre la fonte del bene, sorgente viva di moralità, sapienza, amore, verità.
Dove orientarci, allora durante la Quaresima? È semplice: sul Crocifisso. La povertà del legno, il silenzio del Signore, la sua spoliazione per amore, evidenzia ancora papa Francesco, «ci mostrano la necessità di una vita più semplice, libera dai troppi affanni per le cose». Gesù dalla croce ci insegna il coraggio forte della rinuncia, anche perché - carichi di pesi ingombranti- non potremmo andare avanti. Gesù, che sul legno della croce arde d’amore, ci chiama a una vita ardente per Lui, «che non si perde tra le ceneri del mondo; una vita che brucia di carità e non si spegne nella mediocrità».
Abbiamo, insomma, bisogno di liberarci dai tentacoli del consumismo e dai lacci dell’egoismo, dal voler sempre di più, dal non accontentarci mai, dal cuore chiuso ai bisogni del povero. La Quaresima ha anche questo scopo: ricondurci a riconsiderare l'anima dimenticata, senza voce perché sepolta da troppi pesi inutili. È tempo di ritrovare di verità e autenticità e, prima ancora, la penitenza: non è un momento in cui portare a compimento qualche particolare opera di carità o di mortificazione, ma un tempo per ritrovare l’autenticità del proprio essere, per lasciare lontano da noi eccessi e debolezze che non abbiamo saputo prevenire e correggere. Per dire – anche come comunità – che, pur se fragili, non vogliamo essere complici. Delle nostre debolezze, delle mode del mondo.

+ Vincenzo Bertolone



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