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L'omelia domenicale del Vescovo Mons. Francesco Savino. Domenica delle Palme, Passione del Signore

13/04/2019

La Domenica delle Palme e della Passione apre alla Settimana Santa: “in essa - affermava san Giovanni Crisostomo - si sono verificati per noi beni infallibili: si è conclusa la lunga guerra, è stata estinta la morte, cancellata la maledizione, rimossa ogni barriera, soppressa la schiavitù del peccato. In essa il Dio della pace ha pacificato ogni cosa, sia in cielo che in terra”. Gesù, seduto su un puledro, mite e umile, acclamato dalla folla gioiosa dei discepoli, Colui al quale si diceva “Benedetto colui che viene, il re, nel nome del Signore” (Lc 19, 37-38), è il “Re Crocifisso (Lc 23, 33.38).
Il “tempo fissato” di cui ci ha parlato Luca nel racconto delle tentazioni, è giunto: è l’ora della passione, l’ora in cui Gesù è nuovamente tentato dal demonio ed è sottoposto ad una prova terribile: restare fedele al Padre, anche al prezzo di una morte violenta in croce, oppure percorrere altre vie, quelle suggerite dal demonio, che promette ricchezza, potere, successo? La passione secondo Luca è davvero l’ora della grande tentazione non solo di Gesù, ma anche dei discepoli, dunque della Chiesa. (cfr. Enzo Bianchi)
In questa Domenica poniamoci la domanda: desideriamo vivere quest’anno la Pasqua con Gesù, crocifisso e risorto, nella Chiesa, con tutti i “mendicanti del cielo” ? 
Dalla risposta dipende la testimonianza del nostro essere cristiani oggi.
Durante la cena pasquale Gesù, mentre anticipa ciò che gli sarebbe accaduto nelle ore successive e dice che la sua vita è donata fino all’effusione del sangue per tutta l’umanità, i discepoli cadono in tentazione. Uno di loro lo tradirà consegnandoLo nelle mani dei nemici. 
L’evangelista Luca annota che, mentre Gesù è a tavola e serve i suoi stando in mezzo a loro, questi litigano per sapere chi di loro sia più grande. Egli dice loro: “I re delle nazioni le governano e coloro cha hanno potere su di esse sono chiamati benefattori. Voi però non fate così; ma chi tra voi è più grande diventi come il più giovane e chi governa come colui che serve”.
I discepoli, tentati, soccombono alla prova, Gesù, invece, lungo tutta la passione, è sempre coerente perché è fedele a Dio e alla Sua volontà. Giunto al monte degli ulivi, durante “la lotta spirituale decisiva”, Egli invita i suoi a “pregare, per non entrare in tentazione”. 
Egli prega il Padre e si affida a Lui anche quando viene arrestato e non si difende, non oppone violenza a violenza, rimane mite e fedele alla Verità.
“L’essenza del cristianesimo è la contemplazione del volto del Dio crocifisso” (C.M. Martini). 
Gesù non libera dalla croce ma nella croce.
Per sapere chi sia Dio devo inginocchiarmi ai piedi della croce.
Il “Dio crocifisso” disorienta, destabilizza le logiche umane. Dio, in Gesù, è Amore per chi lo tradisce! Non spezza nessuno, spezza se stesso!
Non chiede sacrifici, sacrifica se stesso per noi tutti, una volta per sempre. E’ suprema bellezza questa crocifissione!
Fermiamoci a contemplare il Crocifisso come quella folla, quelle donne, quel malfattore pentito e quel centurione. Ci troveremo davanti all’Amore che ci contagia, ci trasforma in esseri che guardano con amore ogni potente, ogni soldato e ogni malfattore che misconosce e calpesta l'Amore. Come Dio nel suo Inviato. 
Vi chiedo di pregare particolarmente per i popoli in guerra, per la Libia, punto nevralgico per i flussi migratori e per l’equilibrio politico tra Europa ed Africa.
Maria, l’Addolorata, ci prenda per mano e ci conduca a vivere con Lei il “terzo giorno”, il giorno della Resurrezione, il giorno in cui l’Amore ha vinto la morte.
Non sprechiamo questo tempo di grazia, la Settimana Santa, perché si accresca in ciascuno la consapevolezza “della misura alta della nostra vocazione: la santità”.

+Francesco Savino 



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