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A Tropea la solennemente la festa della Madonna di Romania presiduta dal Vescovo Mons. Luigi Renzo

11/09/2019

Celebrata il 9 settembre scorso a Tropea la festa della Madonna di Romania, Patrona della chiesa diocesana. Numerosi i fedeli che hanno partecipato alle funzioni religiose.
A presiedere la solenne concelebrazione eucaristica nella Concattedrale il Vescovo Mons. Luigi Renzo.

Pubblichiamo l'omelia integrale pronunciata dal Vescovo Mons. Renzo. 

Saluto le autorità presenti, i sacerdoti e i diaconi, i seminaristi e tutti voi tropeani e pellegrini ed auguri a tutte le donne che portano il nome della Madonna di Romania. 
Esprimo gratitudine al Sindaco, Avv. Giovanni Macrì, per l'offerta votiva del cero a nome della cittadinanza, offerta che se è ormai una consuetudine, non per questo perde il suo profondo valore di segno, espressione dell'attaccamento e della dedizione della città alla Madonna della Romania, sua patrona. Al gesto vogliamo affidare un duplice significato: la richiesta alla Madonna che protegga la città e vegli in particolare sui malati, le famiglie, i giovani soprattutto quelli alla ricerca di lavoro, i poveri, tutti coloro che hanno bisogno di qualcosa. Ma anche vogliamo promettere tutto il nostro impegno per migliorare la nostra vita personale e le condizioni di vita di tutta la comunità. Presentandoci oggi davanti a Lei impariamo ad ascoltarla. Parlerà al nostro cuore e ci rassicurerà: "Che c'è, figlio mio? cosa rattrista il tuo cuore? Non ci sono forse io qui, che ho l'onore di essere tua madre?" 
Sappiamola ascoltare e soprattutto sappiamo aprire a Lei il nostro cuore.

Oggi, fratelli carissimi, si fa memoria della solenne incoronazione del quadro della Madonna avvenuta il 9 settembre 1877 ad opera del vescovo Filippo De Simone, che con questo gesto solenne volle ringraziare la Madonna per averlo salvato da un grosso pericolo dopo che era stato sequestrato in Sila dai briganti a scopo di estorsione mentre si recava al suo paese Acri. Vistosi perduto fece voto che avrebbe incoronato la Madonna di Romania se fosse uscito indenne dal pericolo. E la Madonna fece il miracolo. Lei ci ottiene tutto dal suo Figlio Gesù. 
Anche noi con fede dovremmo chiederLe che faccia nuovamente il miracolo di liberare la città da tutti quelli che le vogliono male e la tengono in vario modo sotto scacco. 

Affidiamoci alla Madonna raccogliendo il messaggio che ha voluto consegnarci in questa S. Messa col canto del Magnificat che ci è stato ricordato nel brano del Vangelo, canto-preghiera con cui Lei ha voluto magnificare, lodare e ringraziare il Signore per averla scelta senza suoi meriti particolari ad essere Madre del suo Figlio Gesù: "L'anima mia magnifica il Signore ed il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore perchè ha voluto guardare all'umiltà della sua serva". La grandezza dell'uomo davanti a Dio risiede nell'umiltà, nella semplicità della vita e nell'amore che Lui ci riserva, riponendo anche in noi tutta la sua fiducia. 

Maria ringrazia di cuore Dio per il trattamento che le ha riservato per la sua umiltà, ma contemporaneamente proclama davanti a noi il rovesciamento di quei falsi valori, che riempiono facilmente il cuore dell'uomo: la sete di potere, l'attaccamento morboso alle ricchezze terrene, la voglia di prevalere e di comandare sugli altri.
Dio rovescia questi criteri e queste logiche umane. Maria, infatti, canta subito come Dio "ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai loro troni; ha rimandato i ricchi a mani vuote; mentre "ha ricolmato di beni gli affamati" e predilige gli umili e i poveri.
Sotto certi aspetti la Madonna qui anticipa quello che Gesù insegnerà con le Beatitudini e ci apre col suo esempio una strada per come convertirci e guadagnare la sapienza del cuore. L'uomo costruisce la sua grandezza sedendo sul trono per dominare gli altri; Dio mette a nudo e non sopporta questa idolatria del potere e della gloria umana centrata su se stessi che genera, alla luce dei fatti, divisioni, guerre, violenza fisica e verbale che non costruiscono, ma distruggono la bellezza del creato deturpando la dignità degli uomini.

Davanti a queste aberrazioni che rendono l'uomo ingiusto con se stesso e con gli altri, Maria, da buona mamma preoccupata per i suoi figli ci richiama alla sapienza del cuore. A Lei questo interessa più che la spettacolarità di un devozionismo che non ci cambia e ci lascia come prima.
Se ci abbiamo fatto caso nel Magnificat la Madonna apre e chiude con la parola "misericordia". All'inizio ci ricorda che "la misericordia di Dio si stende su quelli che lo temono", cioè lo rispettano e lo amano; alla fine conclude "Dio ha soccorso il suo popolo ricordandosi della sua misericordia". Nella Bibbia si parla della misericordia in due situazioni particolari e con significati diversi. Nella prima indica il sentimento di benevolenza che Dio nutre verso le sue creature; nella seconda si riferisce al sentimento che le creature devono nutrire verso le altre creature. La misericordia da una parte è un dono che Dio fa a noi, ma da parte nostra è un dovere nei riguardi del nostro prossimo. Questo ripete anche Gesù quando raccomanda: "Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro celeste"; oppure nelle Beatitudini quando dice: "Beati i misericordiosi perchè otterranno misericordia". I due aspetti, quindi, sono correlati: se io ricevo, devo dare con la stessa misura. Se vogliamo, la misericordia di Dio è senza condizioni (la usa e basta con tutti), ma non è senza conseguenze ("anche voi fate lo stesso").  
Oggi, in questo nostro mondo in cui la benevolenza, il perdono e la misericordia sembrano essere categorie sconosciute e chimere irraggiungibili, noi cristiani, accompagnati dalla Madonna in prima fila, andando controcorrente, abbiamo il dovere morale di costruire una cultura della misericordia, che ci fa scendere "dai troni" che ci siamo fatti e ci fa mettere generosamente sulla strada dell'umiltà e del servizio. Questa cultura dobbiamo far crescere in noi ed intorno a noi come fatto normale dell'umanità. Come ci ha ricordato anche di recente Papa Francesco, questa "è una cultura basata sulla riscoperta dell'incontro con gli altri, una cultura in cui nessuno guarda all'altro con indifferenza, nè gira la testa quando vede la sofferenza dei fratelli". Anche il venerabile don Francesco Mottola, di cui andiamo orgogliosi, ci ha lasciato questo insegnamento e questa testimonianza.

Non si tratta solo di compiere occasionali "opere di misericordia", ma di "cultura di misericordia", che per noi cristiani ha il modello esclusivo in Gesù, quel Gesù che la Madonna ci mostra e ci offre dall'alto della sua santa icona. Ricordiamo tutti l'affermazione di Dostoevskij quando nel romanzo "L'idiota" fa dire ad un suo personaggio che "il mondo sarà salvato dalla bellezza!... Ma quale bellezza salverà il mondo?", continua a chiedersi. E la risposta che non ci aspetteremmo: "Al mondo esiste un solo essere assolutamente bello, il Cristo, e l'apparizione di questo essere infinito bello è di certo un infinito miracolo". E di un miracolo della bellezza infinita di Gesù c'è bisogno oggi più che mai. Ma non dimentichiamo che la bellezza di Gesù è proprio la misericordia che lo fa salire sulla croce e dare la vita per la salvezza degli uomini. Con la misericordia riesce ad entrare nel cuore degli uomini per sconvolgere i falsi valori su cui oggi stiamo innalzando i nostri "troni" ed i nostri regni terreni.

Concludo. La Madonna col Magnificat si fa interprete ed insieme testimone credibile di questo messaggio, che oggi, come Madre innamorata dei suoi figli, affida a noi perchè ne facciamo tesoro per aiutare il Figlio Gesù a trasformare l'attuale cultura della violenza in cultura della misericordia e del perdono. 
La nostra Madonna di Romania ci accompagni e ci benedica perchè non abbiamo a scoraggiarci davanti alle difficoltà che incontreremo su questa nostra strada. Così sia ed auguri a tutti.



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