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Il Vescovo Mons. Luigi Renzo ha ordinato diaconi Giuseppe Vallone e Davide Moschella di Vibo Valentia

09/09/2019

Domenica 8 settembre, nel giorno in cui si ricordano i 12 anni dell'inizio del ministero episcopale di Mons. Renzo in Diocesi, due accoliti Davide Moschella e Giuseppe Vallone sono stati ordinati diaconi. Ambedue appartengono alle comunità parrocchiali di Brattirò di Drapia e di Vibo cValentia. 

Pubblichiamo l'omelia del Vescovo Mons. Renzo. 

In questo giorno in cui si ricordano i 12 anni dell'inizio del mio ministero episcopale in Diocesi, è bello e gratificante per me e per la nostra Chiesa locale consacrare diaconi i due accoliti Davide Moschella e Giuseppe Vallone. 
Grazie a tutti e due, Davide e Giuseppe, grazie alle vostre famiglie, alle comunità parrocchiali di Brattirò di Drapia, col parroco D. Sergio Meligrana e della S. Famiglia di Vibo col parroco D. Piero Furci. Grazie di cuore al Sig. Sindaco di Drapia. Grazie a tutti voi presenti con un particolare pensiero ai compagni di corso di Davide e Giuseppe, al Rettore del S. Pio X di Catanzaro Mons. Scaturchio, ai superiori e ai professori che ne hanno curato la formazione, ai Sacerdoti, Diaconi e seminaristi e a tutti voi accorsi qui stasera a vivere insieme questo dono grande del Signore. Per non dimenticarmi mi premuro subito di salutare anche il Coro che ci accompagna nella liturgia. 

Cari Davide e Giuseppe, la scelta che fate è davvero coraggiosa, tenendo conto del mondo in cui viviamo che rifugge da scelte impegnative e radicali come la vostra, scelta che fra qualche mese sarà coronata con l'Ordinazione Sacerdotale, che vi renderà "alter Christus" in eterno.
Solo qualche settimana fa, lo scorso 4 agosto, per ricordare il 160° anniversario della morte del Santo Curato d'Ars, Papa Francesco ha voluto indirizzare una bellissima Lettera ai Sacerdoti, che consiglio a tutti, anche ai diaconi, di leggere e meditare. Da questa voglio stralciare qualche battuta: "È veramente significativo che, in una società e in una cultura che ha trasformato “il gassoso” (il vacuo) in valore ci siano delle persone che scommettano e cerchino di assumere impegni che esigono tutta la vita. Sostanzialmente stiamo dicendo che continuiamo a credere in Dio che non ha mai rotto la sua alleanza, anche quando noi l’abbiamo infranta innumerevoli volte. Questo ci invita a celebrare la fedeltà di Dio che non smette di fidarsi, credere e scommettere nonostante i nostri limiti e peccati, e ci invita a fare lo stesso. Consapevoli di portare un tesoro in vasi di creta (cfr 2 Cor 4,7), sappiamo che il Signore si manifesta vincitore nella debolezza (cfr 2 Cor 12,9), non smette di sostenerci e chiamarci, dandoci il centuplo (cfr Mc 10,29-30) perché «eterna è la sua misericordia»".

Il tempo di esercizio del vostro Diaconato durerà di fatto solo pochi mesi, come prevedono le norme canoniche, ma vi esorto già in questa fase a cominciare a gustare intimamente la bellezza e la grandezza del dono che Gesù fa a voi ed alla Chiesa. Fortificati fra poco dal dono dello Spirito, "sarete di aiuto al vescovo ed al presbiterio col compito, come è detto nel Rito di Ordinazione, di esortare ed istruire nella dottrina di Cristo i fedeli e quanti sono alla ricerca della fede, guidare le preghiere, amministrare il Battesimo, assistere e benedire il Matrimonio, portare il Viatico ai moribondi, presiedere le Esequie", compiti questi che esigono una dedizione totale da parte vostra, perchè il popolo di Dio vi riconosca come veri discepoli di Cristo, che non è venuto per essere servito, ma per servire.

Come ci ha ricordato il brano del Vangelo (Lc. 14,25-33), Gesù ci chiede una svolta radicale della vita, una volontà forte che non accetta compromessi: "Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ama suo padre, sua madre, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo". Certo Gesù non chiede di disconoscere e tagliare i ponti con gli affetti familiari. Sarebbe contro natura ed in pieno contrasto col suo insegnamento. Gesù non si pone come un rivale in amore, ma ci chiede di purificare questo rapporto di amore senza lasciarci condizionare e mortificare nelle scelte. Ciò che si compie risulterà più limpido e disinteressato. 
Vero discepolo è chi vive "come" e "per" il Maestro. Lui non vuole simpatizzanti, ma persone che lo prendono sul serio e gli vanno dietro fino in fondo e senza ripensamenti. Se uno non è sicuro e non se la sente, è meglio che valuti bene ogni cosa prima di mettersi alla sua sequela. L'esempio che Gesù ha portato nel vangelo è molto chiaro: "Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine", per evitare di fare un fiasco clamoroso ed una brutta figura davanti a tutti? 

Il calcolo preventivo che Gesù vuole da noi non è per scoraggiarci, ma ci vuole decisi e davvero pronti a tutto, anche a rinunciare a noi stessi ed a "portare la croce". Diversamente è meglio lasciar perdere e seguire altre strade.
C'è un altro aspetto da considerare nell'atteggiamento di Gesù. Luca apre il brano mettendo in risalto che "una folla numerosa andava con Gesù". A questa folla di fans, che umanamente esalterebbe chiunque, Gesù senza mezzi termini rivolge il discorso che abbiamo sentito. A Lui non interessano le folle oceaniche anonime - pensiamo a certe nostre processioni -  ma cerca discepoli determinati, selezionati e disposti a seguirlo in tutto, anche sulla croce, pronti anche a rinunciare a ciò che abbiamo di più prezioso, dagli affetti familiari ai beni materiali. Nulla ci deve distrarre dalla missione che ci affida.

Cari Davide e Giuseppe, quella che voi giocate è una partita-sfida prima di tutto con voi stessi. Gesù vi ha fatto sentire la sua chiamata ed ora vi provoca chiedendovi di rispondere alla sua generosità con altrettanta generosità. Vi chiede un rapporto stretto e speciale con Lui. Sarà Lui a farvi scoprire via via la strada da percorrere perchè, come si dice, "Non si impara se non ciò che si ama". Noi impariamo ad amare Gesù amando Lui e ciò che Lui ama. Il segreto della riuscita della nostra vocazione è che ci appassioniamo ad essa rendendo più splendente il volto di Gesù che in essa si manifesta e si concretizza.

Questo è l'augurio che vi faccio, che, "amando" come ama Gesù, possiate appassionarvi a Lui e maturare "la sapienza del cuore", così come abbiamo chiesto nel Salmo responsoriale; una sapienza che ci renderà sempre più capaci di vedere e fare le cose con la mente ed il cuore di Dio. E' la testimonianza più bella che possiamo dare al mondo "gassoso" che ci circonda.
La Madonna, che oggi ricordiamo nel giorno della sua nascita a Nazareth, ci benedica tutti e accompagni i nostri passi con la sua tenerezza materna. Così sia.



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