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Lungro abbraccia Bartolomeo. Oliverio: niente più come prima

19/09/2019

«Sono molto lieto d’essere in Calabria per la seconda volta. Questa, particolarmente, per visitare l’eparchia di Lungro di rito orientale in occasione del suo centenario. Sono appena arrivato da Roma dove ho incontrato papa Francesco. Ci amiamo, siamo molto buoni amici, ci capiamo. Porto qui non solo la benedizione della Chiesa di Costantinopoli ma anche di sua santità il papa Francesco». L’arcivescovo di Costantinopoli, il patriarca ecumenico Bartolomeo I, ha salutato con affetto ieri pomeriggio l’eparchia calabrese che riunisce gli italo-albanesi del-l’Italia continentale, ribadendo coi fatti, oltre che con le parole, il dialogo fraterno, continuo, tra le due Chiese. Idealmente c’era tutta la Calabria e non solo la comunità arbereshe nella Cattedrale dedicata a san Nicola, cuore della festa per il primo centenario dell’istituzione dell’eparchia. Il 13 febbraio 1919 papa Benedetto XV la eresse con la Costituzione apostolica Catholici fideles graeci ritus per gli eredi di quei «fedeli cattolici di rito greco, che abitavano l’Epiro e l’Albania, fuggiti dalla dominazione dei turchi, accolti nelle terre della Calabria e della Sicilia». Migliaia di loro discendenti erano ieri a Lungro per salutare Bartolomeo I, ribadendo ancora una volta amicizia e vicinanza, lo stretto legame con la Chiesa orientale. Più volte richiamati dal patriarca ortodosso nella riflessione che ha preceduto la preghiera del Vespro, alla presenza, tra gli altri, del vescovo dell’eparchia di Piana degli albanesi che riunisce gli italo-albanesi dell’Italia insulare, Giorgio Demetrio Gallaro, del metropolita di Smirne, Vartholomaios, e di auto- rità civili e militari, oltre che dei vescovi delle altre undici diocesi calabresi, e non solo.

Nella visita all’eparchia calabrese Bartolomeo I è stato accompagnato dal presidente della Conferenza episcopale italiana, il cardinale Gualtiero Bassetti, che ha messo l’accento sull’impegno che accomuna il servizio pastorale di papa Francesco e di Bartolomeo I. «Con tutte le divisioni sofferte dal mondo di oggi – ha detto il porporato – sono due uomini di pace che cercano con tanta pazienza di ricucire gli strappi, di tutti i tipi, della società odierna. Sono in perfetta sintonia, c’è una fraternità e un’amicizia condivisa. È stato significativo anzitutto l’incontro del Santo Padre con il patriarca, e ora la sua visita a una parrocchia cattolica anche se di rito orientale, greco bizantino. C’è tanto affetto. Un ecumenismo sostenuto con forza da Giovanni Paolo II, proseguito con Benedetto XVI e che trova una presenza forte di unità, comunione e sinodalità col nostro papa Francesco». In coda il cardinale ha marcato pure la gioia per la sua visita da presidente della Cei all’eparchia di Lungro. «Nulla sarà più come prima», ha commentato con solennità l’eparca di Lungro, Donato Oliverio, sottolineando come con la visita di Bartolomeo I «si apra una reciproca conoscenza fatta di amicizia, fiducia e incontro. La Calabria è bella perché respira con due polmoni: la tradizione occidentale e quella orientale che è motivo di arricchimento reciproco. La presenza di queste comunità ha segnato il rispetto della legittima diversità nell’unità della fede», ha aggiunto il vescovo. Oggi la seconda e ultima giornata di Bartolomeo I in Calabria con la visita a Rossano in mattinata e a San Demetrio Corone nel pomeriggio.

Domenico Marino

fonte: Avvenire




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