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Il Venerabile Servo di Dio Francesco Mottola sarà Beato. Grande gioia per la terra di Calabria

03/10/2019

Ieri, 2 ottobre 2019, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in udienza Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Durante l’Udienza, il Sommo Pontefice ha autorizzato la medesima Congregazione a promulgare i Decreti riguardanti:

- il miracolo, attribuito all’intercessione del Venerabile Servo di Dio Francesco Mottola, Sacerdote diocesano, Fondatore dell’Istituto Secolare delle Oblate del Sacro Cuore; nato a Tropea (Italia) il 3 gennaio 1901 e ivi morto il 29 giugno 1969;

- il miracolo, attribuito all’intercessione del Venerabile Servo di Dio Stefano Wyszyński, Cardinale di Santa Romana Chiesa, Arcivescovo Metropolita di Gniezno e Varsavia, Primate di Polonia; nato a Zuzela (Polonia) il 3 agosto 1901 e morto il 28 maggio 1981 a Varsavia (Polonia);

- il miracolo, attribuito all’intercessione della Venerabile Serva di Dio Alessandra Sabattini, Laica; nata il 19 agosto 1961 a Riccione (Italia) e morta il 2 maggio 1984 a Bologna (Italia);

- il martirio del Servo di Dio Giovanni Roig y Diggle, Laico; nato il 12 maggio 1917 a Barcellona (Spagna) e ucciso la notte tra l’11 e il 12 settembre 1936 a Gramanet (Spagna);

- il martirio della Serva di Dio Benigna Cardoso da Silva, Laica; nata il 15 ottobre 1928 a Santana do Cariri (Brasile) e ivi uccisa il 24 ottobre 1941;

- le virtù eroiche del Servo di Dio Augusto Cesare Bertazzoni, Arcivescovo titolare di Temuniana, già Vescovo di Potenza e Marsico; nato il 10 gennaio 1876 a Polesine di Pegognaga (Italia) e morto il 30 agosto 1972 a Potenza (Italia);

- le virtù eroiche del Servo di Dio Giovanni Luigi Querbes, Sacerdote, Fondatore della Congregazione dei Chierici Parrocchiali o Catechisti di San Viatore; nato il 21 agosto 1793 a Lione (Francia) e morto il 1° settembre 1859 a Vourles (Francia);

- le virtù eroiche della Serva di Dio Maria Francesca del Bambino Gesù (al secolo: Maria Natividad Sánchez Villoria), Monaca professa dell’Ordine di Santa Chiara; nata a Fuenteguinaldo (Spagna) il 25 dicembre 1905 e morta il 28 febbraio 1991 a Salamanca (Spagna).

Don Mottola e i «certosini della carità»
Hanno suonato a distesa le campane nella diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea all’arrivo della notizia della prossima beatificazione di don Francesco Mottola, definito « perla del clero calabrese». Nato a Tropea ( Vibo Valentia) il 3 gennaio 1901 entrò in Seminario a 10 anni e venne ordinato sacerdote a 23 anni. Insegnò fino al 1942 materie letterarie nel Seminario di Tropea, di cui fu anche rettore dal 1929 al 1942. Fu cofondatore del Circolo Culturale Calabrese e diresse la rivista Parva favilla.
Dal 1935 cominciò ad organizzare piccoli gruppi di sacerdoti e laici secondo un’ideale di azione caritatevole e di preghiera contemplativa, come «certosini della strada». Fondò varie Case della Carità per l’accoglienza e l’assistenza dei poveri, dei disabili e dei più abbandonati a Tropea, Vibo Valentia, Parghelia, Roma. Per la loro cura fondò, insieme con la serva di Dio Irma Scrugli, l’istituto secolare degli Oblati del Sacro Cuore di Gesù. Colpito da una forma grave di paralisi che gli impediva l’uso della parola e del lato destro del corpo, fino alla morte rimase relegato nella sua stanza, impossibilitato a muoversi. «La Casa della Carità – diceva – l’ho sognata grande almeno quanto la nostra terra, accogliente tutto il dolore, non per eliminarlo, perché sarebbe un sacrilegio, ma per divinizzarlo e divinizzato adorarlo ». Morì a Tropea 50 anni fa, il 29 giugno 1969. La sua salma riposa oggi nella Cattedrale della città.
«Gratitudine e gioia» sono stati espressi dal vescovo Luigi Renzo, che ricorda che l’annuncio della beatificazione arriva mentre in diocesi è in corso l’anno giubilare per don Mottola, da lui voluto e aperto lo scorso 1° gennaio. La beatificazione di questo sacerdote deve rappresentare per Tropea, per la Chiesa di Mileto-Nicotera-Tropea e per tutta la Calabria «quel sussulto di spiritualità e di rinnovamento interiore, capace di redimerci dalla situazione difficile di disagio e di sofferenza che spesso siamo costretti a sopportare ». La nostra testimonianza passa «attraverso il nostro modo di essere con Gesù e con gli altri» e l’esempio di don Mottola in questo «ci offre un ottimo quadro di riferimento», aggiunge Renzo. Un uomo, don Mottola, che si mise a servizio di quelli che in gergo dialettale definiva i «nuju du mundu». Che sono «gli scartati, i respinti e rifiutati della società, come li chiama oggi papa Francesco » sottolinea il postulatore don Enzo Gabrieli. «Uomo di contemplazione e di grande spiritualità – aggiunge don Gabrieli – il prete tropeano seppe coniugare le due dimensioni della preghiera e della carità, divenendo un certosino della strada». È «una figura di grande attualità per la Chiesa per la nostra regione. La sua beatificazione ci richiamerà la capacità di fare sintesi tra la carità e l’attenzione agli scartati della storia. Trovò la forza di fare la sua via crucis nei tuguri della nostra terra per cercare l’uomo bastonato, per cercare Cristo crocifisso ». La sua sofferenza rappresenta l’impegno nascosto di tanti sacerdoti che si spendono silenziosamente per le loro comunità. (da Avvenire del 4 ottobre 2019 - Raffaele Iaria)







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