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Crotone, Monsignor Panzetta prende possesso dell’Arcidiocesi: «Voglio essere vicino alla gente»

05/01/2020

“Cari fratelli e sorelle in Cristo…. buonasera”: si è rivolto così nella sua prima omelia pastorale il vescovo Angelo Raffaele Panzetta nella cerimonia di presa di possesso dell’Arcidiocesi di Crotone-Santa Severina. Arrivato in una freddissima giornata di gennaio, il presule si è fermato a Crucoli Torretta visitando la cittadina intorno a mezzogiorno, prima parrocchia dell’Arcidiocesi venendo da Taranto, in macchina, per poi giungere in Piazza Duomo dove, entrando in Basilica, ha rivolto una preghiera alla Madonna di CapoColonna, affidandole il suo ministero episcopale.

Una forte pioggia si è abbattuta in città proprio durante il peregrinare di Monsignor Panzetta verso il PalaMilone di Crotone, dove attenderlo vi erano tante parrocchie cittadine, i fedeli da Taranto e tutta la porzione del popolo che gli è stato affidato.

La Messa è stata introdotta dall’Amministratore Monsignor Domenico Graziani, da oggi vescovo emerito e, dopo la lettura della Lettera Apostolica di Papa Francesco della nomina ad Arcivescovo di Angelo Panzetta, vi è stata la presa di possesso dell’Arcidiocesi, con il passaggio del pastorale dalle mani di Graziani a quelle del nuovo presule, sedendosi alla Cattedra.

Monsignor Panzetta non era solo, ha detto ai presenti, è stato accompagnato in questo viaggio da Taranto a Crotone dal vescovo metropolita della città pugliese, Monsignor Filippo Santoro, dai suoi familiari e dal sindaco del suo paese natìo Pulsano, in provincia di Taranto. Intorno a lui, inoltre, i nostri Vescovi Don Tonino Staglianò e Don Pino Caiazzo, vescovi rispettivamente di Noto e di Matera-Irsina.

«Voglio essere un vescovo vicino a Dio. Ho già sperimentato quanto la vicinanza a Dio sia la vera sorgente del ministero. Segno quasi palpabile della vicinanza di Dio che in Gesù si è fatto compagno di strada degli uomini. Il mio primo impegno sarà la preghiera per portare a Gesù le persone, le situazioni. Voglio essere un Vescovo vicino alla gente. Siamo strumenti vivi attraverso i quali Gesù si fa vicino a tutti per portare speranza e consolazione. Voglio essere un Vescovo lealmente e lealmente disponibile. Mi sento chiamato a stare contatto con le persone. Mi sento chiamato a non nascondere i problemi sotto il tappeto. Una realtà in cui occorre fasciare ferite, prendersi cura e spendersi veramente. Un vescovo con uno sguardo di predilezione per gli ultimi e i poveri che devono essere accolti e amati con uno stile di vita sobrio e semplice.

Voglio investire in questo progetto le mie forze e la mia consistente caparbietà. Sono certo che la grazia del Signore risorto mi aiuterà. Sono convinto che la chiesa che mi ha affidato dovrà aiutarmi. Penso infatti che un vescovo possa contribuire con la grazia di Dio a dare una forma peculiare alla Chiesa cui sono stato chiamato a guidare, ma sono certo che una Chiesa diocesana possa dare una forma al suo vescovo come fa una sposa con il suo sposo».  (Danilo R.)

fonte: www.crotoneok.it/




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