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La festa di San Francesco di Sales a Catanzaro. Un momento per riflettere sull’approccio etico alla sofferenza con la storia di Simone Carabetta, testimone di bontà

25/01/2020

La festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, degli scrittori e degli operatori della comunicazione sociale, a Catanzaro si traduce in un’importante occasione per riflettere sull’approccio etico alla sofferenza. O meglio, su come raccontare la sofferenza in un momento storico in cui sembra che vengano messe da parte le domande ultime (e penultime) sulla condizione dell’uomo. Intuizione profonda, questa di don Giovanni Scarpino, presidente della Commissione diocesana per le comunicazioni sociali, che offre ai giornalisti catanzaresi la possibilità di scrivere una pagina di rara umanità. Se Papa Francesco invita, per la Giornata delle Comunicazioni sociali del 2020, a custodire il “patrimonio della memoria” attraverso la consegna di “storie, speranze, sogni ed esperienze”, è la vicenda del giovane Simone Carabetta a testimoniare che il dolore, anche quello più straziante, genera processi di amore. A narrarla il padre di Simone, Carmelo, docente universitario di Sociologia, autore del libro: “A Simone. Storie di una vita di amore e di sofferenza” (2017). 
Simone muore nel 2006, a ventiquattro anni, dopo una lunga malattia. L’esempio di una vita che, seppur segnata da atroci sofferenze, diventa un cenacolo dove poter coltivare affetto, bontà, docilità, disponibilità all’alterità, apertura verso le forme alte della preghiera del cuore, rende Simone un testimone autentico dei nostri giorni. Il Concilio Vaticano II e, nella nostra diocesi, il Sinodo celebrato da Mons. Antonio Cantisani ci hanno ricordato che la santità non è straordinaria al di fuori dell’ordinaria esistenza, ma è straordinaria fin dentro la nostra ordinaria esistenza, nella misura in cui siamo in grado di rendere speciale, per noi e per gli altri, ogni attimo della vita quotidiana. Ecco: raccontare Simone, significa raccontare questo, in una società “anemica di valori”, come l’ha definita l’arcivescovo Vincenzo Bertolone. “Conoscere a fondo l’umanità”, è uno, il primo, dei sette consigli che l’arcivescovo Bertolone consegna ai giornalisti. Simone irradia, ancora oggi, questa umanità, con il suo sorriso, la sua voglia di vivere, la sua fede e si offre a noi quale esempio di luminosa bontà. Per tutti è invito a percorrere la strada delle virtù. Per chi crede è la pienezza del mistero eucaristico che si realizza nella comunione dei Santi.

 Luigi Mariano Guzzo



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