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“La famiglia esule”: da Pio XII a Francesco il magistero sui migranti

25/06/2020

“La Famiglia di Nazareth in esilio, Gesù, Maria e Giuseppe, emigranti in Egitto e qui rifugiati per sottrarsi alle ire di un empio re, sono il modello, e il sostegno di tutti gli emigranti e pellegrini di ogni età e di ogni paese, di tutti i profughi di qualsiasi condizione che, incalzati dalla persecuzione o dal bisogno, si vedono costretti ad abbandonare la patria, i cari parenti, i vicini, i dolci amici, e a recarsi in terra straniera”. Parola di Pio XII.

L’Europa post-bellica
Correva l’anno 1952 e l’Europa si stava risollevando dalla catastrofe della Seconda Guerra Mondiale e aveva tantissimi sfollati interni: è stato calcolato che ci fossero circa sessanta milioni di europei coinvolti in migrazioni forzate a causa della guerra. Papa Pacelli, per manifestare la vicinanza della Chiesa verso chi si vedeva costretto dalla persecuzione o dal bisogno ad emigrare, pubblicava una Costituzione apostolica Exsul Familia che rimane come pietra miliare del Magistero su questo tema, ricordando fin dalle prime righe che i cristiani sono chiamati a vedere riflessi dei volti dei migranti, degli sfollati e dei rifugiati il volto della famiglia di Nazareth, i volti del piccolo Gesù, di Maria e di Giuseppe.

Un testo non reperibile
Il testo in italiano di questo documento, oggi poco ricordato, non era facilmente reperibile. Per questo la Libreria Editrice Vaticana ha deciso di pubblicare nuovamente la prima e più consistente parte della Costituzione apostolica, che è dedicata a presentare la costante sollecitudine manifestata dalla Chiesa in favore di rifugiati e migranti durante tutta la sua storia. Il volume (“La Famiglia esule”, LEV, pp. 152, 10 euro) contiene due saggi introduttivi che ne aiutano la lettura presentando la continuità del magistero e inquadrando il contesto storico, rispettivamente curati da padre Fabio Baggio, sotto-segretario della Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, e dallo storico Andrea Riccardi. Leggendo queste pagine si comprende di più il magistero di Papa Francesco su questo tema così attuale e la consonanza con quanto scritto da Pio XII.

Riccardi: la Chiesa Madre per i migranti
“All’immagine del Pontefice, come ‘padre comune dei popoli’ - scrive Riccardi nel suo saggio - corrisponde specularmente quella della ‘Chiesa Madre’, tanto tradizionale nell’ecclesiologia e anche più volte rammentata nell’Exsul familia. C’è una ‘materna sollecitudine della Chiesa per gli emigrati’, così viene definito il suo rapporto con quelli che lasciano il loro paese. La Chiesa è madre di un popolo in movimento ‘dei pellegrini, dei forestieri, degli esuli, di tutti gli emigranti...’. Lo è – così si arguisce dal testo di Papa Pacelli – proprio per la stessa condizione esodale di questa gente”.

Papa Pacelli: la terra è creata per l’uso di tutti
“Peraltro– scrive Pio XII nella Costituzione apostolica – la terra è stata creata e preparata per uso di tutti”. Un modo per ricordare l’uso universale della terra che supera le prospettive anguste dei nazionalismi e del demonio coloniale ancora diffuso nel 1952. Grazie all’emigrazione, scrive Papa Pacelli, “le terre di densi abitanti resteranno alleggerite e i loro popoli si creeranno nuovi amici in territori stranieri”. Un fenomeno non certamente nuovo quello dell’emigrazione, che il Pontefice presenta come naturale, spiegando come esso vada grazie alla collaborazione tra gli Stati e nell’interesse della famiglia che lascia il proprio paese.

Gesti e parole di Francesco
“Migranti, rifugiati, richiedenti asilo, sfollati e vittime della tratta - scrive padre Fabio Baggio - sono da annoverarsi tra gli abitanti delle ‘periferie esistenziali’ che Papa Francesco ha più volte denunciato. Sin dall’inizio del suo pontificato, il Santo Padre ha dedicato un’attenzione speciale ai loro bisogni e ha voluto incontrarli di persona, per manifestare la sua vicinanza alle loro sofferenze. Lo ha fatto a Lampedusa, a Lesbo a Rabat e in molti altri luoghi simbolo degli esodi contemporanei”.

Gesti e parole di Francesco
“Migranti, rifugiati, richiedenti asilo, sfollati e vittime della tratta - scrive padre Fabio Baggio - sono da annoverarsi tra gli abitanti delle ‘periferie esistenziali’ che Papa Francesco ha più volte denunciato. Sin dall’inizio del suo pontificato, il Santo Padre ha dedicato un’attenzione speciale ai loro bisogni e ha voluto incontrarli di persona, per manifestare la sua vicinanza alle loro sofferenze. Lo ha fatto a Lampedusa, a Lesbo a Rabat e in molti altri luoghi simbolo degli esodi contemporanei”.

Il magistero dei predecessori
“Papa Francesco - si legge ancora nel saggio introduttivo firmato dal sotto-segretario della Sezione Migranti e Rifugiati - ha ripetutamente spronato le comunità cristiane di tutto il mondo a prodigarsi nell’accoglienza, protezione, promozione e integrazione di tanti fratelli e sorelle che bussano alla porta in cerca di una vita degna e di un futuro migliore per se stessi e per le loro famiglie. Il Santo Padre ha offerto a tutti la sua instancabile guida, la sua predicazione, i suoi insegnamenti e i suoi gesti di speranza. Nei suoi diversi pronunciamenti, Papa Francesco ha fatto spesso riferimento al magistero dei suoi predecessori, sottolineandone il valore e la lungimiranza. E non poteva mancare il riferimento alla Costituzione apostolica Exsul familia di Pio XII, la quale può essere definita come la Magna Charta della pastorale migratoria”.

Un libro utile per riscoprire pagine dimenticate della storia della Chiesa che aiuta a comprendere le radici del magistero dell’attuale Successore di Pietro.

Eugenio Bonanata 

fonte: www.vaticannews.va




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