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Papa Francesco: la vita contemplativa, fiaccola nel buio

21/11/2020

"Oggi ricordiamo la Presentazione di Maria al Tempio e celebriamo la Giornata #ProOrantibus. Grazie, sorelle e fratelli contemplativi, perché siete sostegno per i deboli, fari che segnalano il porto, fiaccole che illuminano la notte, sentinelle che annunciano il nuovo giorno". Così Papa Francesco in un tweet per l'odierna Giornata sul profilo @Pontifex.

Sono sempre più presenti nelle diocesi le comunità monastiche per le quali oggi, giorno in cui ricorre la Presentazione di Maria al Tempio, la Chiesa invita a pregare. Comunità che non sono state dimenticate in questi mesi in cui la pandemia di Covid-19 ha ridotto incontri e spostamenti. Sono innumerevoli le persone che ogni giorno si mettono in contatto con monasteri e abbazie per chiedere preghiere o per offrirne. Ovunque, insomma, i monasteri hanno continuato a essere fari di luce, punti di riferimento per tanti credenti, miniere di preghiera, luoghi in cui trovare parole di speranza e spunti per alimentare la fede.

La Presentazione di Maria al Tempio e la Giornata Pro Orantibus
L’annuale Giornata Pro Orantibus, istituita nel 1953 da Pio XII come giornata di preghiera e di ringraziamento per la vocazione contemplativa, è legata alla memoria liturgica del 21 novembre perché ricordare Maria, condotta nel Tempio dai genitori Gioacchino e Anna, mette in luce la sua appartenenza a Dio, il suo essere tempio di Dio, la dimora scelta dal Signore per incarnarsi. In questa offerta radicale della Vergine si riconosce l’ideale della vita consacrata, claustrale in particolare; per questo la Chiesa universale oggi prega per tutti i contemplativi: donne e uomini che alla preghiera hanno consacrato l’intera loro vita.

Il monastero benedettino di Poffabro
E contemplative sono le benedettine del monastero Santa Maria Annunciata di Poffabro, frazione del comune di Frisanco, in provincia di Pordenone, tra i borghi più belli d’Italia. La comunità religiosa è nata il 23 agosto del 1998, per volere dell’allora vescovo della diocesi di Concordia-Pordenone, monsignor Sennen Corrà, in quella che un tempo era una casa per ferie. Nei boschi della Val Colvara le monache benedettine hanno trovato un ambiente ideale, immerse nella natura, nel silenzio, ma con intorno tanti piccoli comuni.

L’erezione canonica del monastero è avvenuta l’11 luglio 2002 e oggi le 9 religiose della comunità le conoscono tutti a Poffabro e nei dintorni. Amate e apprezzate per la loro disponibilità al dialogo, per l’ospitalità offerta nella foresteria, ma anche per i loro manufatti e prodotti (soprattutto icone e marmellate), frutto di quel lavoro che San Benedetto raccomandava insieme alla preghiera, le monache di Poffabro si prodigano in vari modi per quanti chiedono aiuto, anche insieme al Banco Alimentare. E seppure l’emergenza sanitaria abbia provocato un drastico calo dell’affluenza di fedeli e pellegrini, il legame con le monache non si è spezzato, si è invece creata una rete di preghiera e la solidarietà non è venuta meno, spiega madre Gigliola Zagnetto, badessa del monastero.

Tiziana Campisi 

fonte: www.vaticannews.va




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