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Francesco: con l’amicizia sociale non ci sarebbero guerre

04/12/2020

Ideologie e passioni e il mondo si spacca. Nel peggiore dei casi va alla deriva della guerra e in ogni caso fa i conti con discriminazioni e sacche di miseria. L’opposto, e la soluzione, è l’amicizia sociale, quel valore che ricorda “che la nostra vocazione è quella dell'armonia, della fraternità, è quella di essere fratelli”. L’ultima enciclica echeggia forte nelle affermazioni che Francesco rivolge con un videomessaggio ai partecipanti alla tre giorni di incontro in programma da oggi a venerdì prossimo, organizzata dall’arcidiocesi di Buenos Aires per la 23.ma Giornata di pastorale sociale. Un appuntamento che più volte in anni passati aveva visto presente l’allora cardinale Bergoglio e che quest’anno, sulla scorta della Fratelli tutti, offre al Papa l’opportunità di ribadire un argomento, assicura, “che gli sta a cuore”.

L'amicizia sociale e i due nemici 
Francesco procede diretto, col linguaggio che preferisce, senza sofismi. “Guardiamo il mondo così com'è. Guerre su tutti i fronti. Stiamo vivendo – ripete – la terza guerra mondiale a pezzi. E questa non è amicizia sociale”.
Guardiamo a molti paesi dove non si può parlare, si urla. Prima che l'altro finisca di dire il suo pensiero, gli rispondiamo già senza averlo ascoltato. Non ci può essere amicizia sociale senza ascoltare, senza ascoltare l'altra persona. E per ascoltare l'altra persona ci deve essere nel mio cuore la presunzione che l'altra persona abbia qualcosa di buono da dirmi.

Invece molto spesso accade l’opposto, la strada verso la comprensione reciproca è lastricata di muri. Il Papa ne individua due, “probabilmente i grandi nemici” dell’amicizia sociale, li definisce:
In primo luogo, ci sono ideologie che comandano tutto. Tendono a comandare, e le ideologie riescono a disarmare il concreto della natura umana. Il secondo nemico sono le passioni. La passione cerca spesso di eliminare l'altro. E di impedire che l'altro prenda il suo posto.

L'amicizia sociale, umanità migliore
Ci sono dei “buoni nuclei di amicizia sociale nel mondo”, riconosce il Papa, purtroppo ci sono anche le periferie con i bambini senza una scuola, le persone senza acqua corrente, in una parola un mondo senza dignità. Che sono, incalza Francesco, spunti per porsi delle domande.
C'è amicizia sociale? Se c'è amicizia sociale non dovrebbero esserci guerre, né necessità di alcun tipo, né educazione che non funziona bene (...) Dai risultati ci renderemo conto se ci sarà un'amicizia sociale. Ma non dimentichiamo i due grandi nemici: le ideologie che vogliono impadronirsi dell'esperienza di un popolo, e le passioni, che sono sempre come un rullo compressore, che va avanti e distrugge invece di dialogare (…) Non riflettete con la testa fra nuvole, riflettere con i piedi per terra, con dati concreti.

Alessandro De Carolis 

fonte: www.vaticannews.va





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