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Il 9 maggio ad Agrigento Livatino sarà beato

05/02/2021

Sarà domenica 9 maggio il giorno della beatificazione, nella Basilica Cattedrale di Agrigento, del giudice Rosario Livatino, il magistrato ucciso dalla mafia il 21 settembre 1990 e dichiarato martire da papa Francesco lo scorso 22 dicembre. La data è stata annunciata dall'arcivescovo di Agrigento, cardinale Francesco Montenegro e dall’arcivescovo coadiutore, monsignor Alessandro Damiano al termine di un vertice svolto nella sala “Giovanni Paolo II” del Palazzo Arcivescovile di Agrigento, al quale hanno partecipato i rappresentanti delle autorità civili, ecclesiali e della magistratura provinciale nonché dei comuni di Canicattì e Agrigento.

Il 9 maggio è una data strettamente legata alla figura di Livatino ma anche di un altro santo. È, infatti l'anniversario della visita nel 1993 di san Giovanni Paolo II ad Agrigento. E della sua famosa "invettiva" contro la mafia, con parole molto forti entrate ormai nella storia. "Dio ha detto una volta: non uccidere. Non può l’uomo, qualsiasi uomo, qualsiasi umana agglomerazione, mafia, non può cambiare e calpestare questo diritto santissimo di Dio. Nel nome di Cristo, mi rivolgo ai responsabili: convertitevi! Un giorno verrà il giudizio di Dio!".

Un intervento non previsto, quello di papa Wojtyla, al termine della Messa. Un ammonimento che è strettamente legato a un incontro che il Pontefice aveva avuto poche ore prima coi genitori di Livatino. "Una cosa è leggerlo sui giornali o vederlo alla televisione, ma altro è vedere direttamente quel volto di madre dolorosa", disse al termine dell'incontro, come ci raccontò Ida Abate, professoressa di latino e greco del giovane Livatino, per tanti anni custode della sua memoria, presente in quella casa di Canicattì. Papà Vincenzo e mamma Rosalia toccarono il cuore del Papa. La madre non disse una parola, mentre per tutto il tempo dell’incontro il Papa le teneva le mani, guardandola con tenerezza e sofferenza. Il papà continuava a dire "Santità, avevamo solo lui, ce lo hanno ammazzato". "Non dimenticherò mai lo sguardo del Papa pieno di partecipazione e affetto, qualcosa di straordinario", ci disse ancora la professoressa. L'anziano papà disse anche parole di speranza. "Hanno reciso un fiore, ma non potranno impedire che venga la primavera". E anche la professoressa riuscì a parlare, "ricordando Tertulliano: 'Dal sangue dei martiri il seme di uomini nuovi'. Il Papa mi guardò con molta attenzione, come per dire 'è vero'. Poi disse che Rosario era 'uno dei martiri della giustizia e indirettamente della fede'".

Dopo 28 anni quelle parole si sono concretizzate e il grande Papa e il "piccolo giudice" si rincontrano. Ancora il 9 maggio. In preparazione all’evento saranno predisposte altre iniziative di carattere civile ed ecclesiale sulla figura del prossimo Beato.

Antonio Maria Mira 

fonte: www.avvenire.it




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