News dall'Italia e dal mondo

Torna alla lista

52ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali ( 13 maggio 2018)

12/05/2018

Prezioso e attualissimo il Messaggio di Papa Francesco per la 52ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali che ha come tema: «La verità vi farà liberi (Gv 8,32). Fake news e giornalismo di pace». Una giornata annuale, voluta dal Concilio Ecumenico Vaticano II,  che si celebra nella domenica che precede la Pentecoste. Da diversi anni assistiamo a uno scenario sempre nuovo della “rivoluzione” digitale, caratterizzato da un sovraccarico informativo. Si calcola che in appena 60 secondi vengono pubblicati 3 milioni di contenuti su Facebook, 430mila tweet, compiute 2 milioni e 315mila ricerche su Google, inviate 150 milioni di email e 44 milioni di messaggi su WhatsApp, visualizzati 2 milioni e 700mila video su YouTube. Per il Santo Padre “nel progetto di Dio, la comunicazione umana è una modalità essenziale per vivere la comunione”. “L’essere umano, immagine e somiglianza del Creatore - scrive il Pontefice, è capace di esprimere e condividere il vero, il buono, il bello. È capace di raccontare la propria esperienza e il mondo, e di costruire così la memoria e la comprensione degli eventi. Ma l’uomo, se segue il proprio orgoglioso egoismo, può fare un uso distorto anche della facoltà di comunicare... L’alterazione della verità è il sintomo tipico di tale distorsione, sia sul piano individuale che su quello collettivo. Al contrario, nella fedeltà alla logica di Dio la comunicazione diventa luogo per esprimere la propria responsabilità nella ricerca della verità e nella costruzione del bene”.  Il Papa evidenzia come “oggi, in un contesto di comunicazione sempre più veloce e all’interno di un sistema digitale, assistiamo al fenomeno delle “notizie false”, le cosiddette fake news: esso ci invita a riflettere e mi ha suggerito di dedicare questo messaggio al tema della verità”. L’invito di Papa Francesco sta nel “promuovere un giornalismo di pace”. “Non intendendo – spiega il Pontefice - con questa espressione un giornalismo ‘buonista’, che neghi l’esistenza di problemi gravi e assuma toni sdolcinati. Intendo, al contrario, un giornalismo senza infingimenti, ostile alle falsità, a slogan ad effetto e a dichiarazioni roboanti”.  E’ lo stesso Papa  a riconoscere il compito difficile degli operatori della comunicazione:  “Le fake news diventano spesso virali, ovvero si diffondono in modo veloce e difficilmente arginabile, non a causa della logica di condivisione che caratterizza i social media, quanto piuttosto per la loro presa sulla bramosia insaziabile che facilmente si accende nell’essere umano”.  Francesco individua una chiave di lettura per prevenire e identificare i meccanismi della disinformazione, parlando di  “logica del serpente”: colui che “si rese artefice della ‘prima fake news’ (cfr. Gen 3,1-15), che portò alle tragiche conseguenze del peccato, concretizzatesi poi nel primo fratricidio (cfr. Gen 4) e in altre innumerevoli forme di male contro Dio, il prossimo, la società e il creato”. Per la Papa la strategia di questo “abile ‘padre della menzogna’ (Gv 8,44) è proprio la mimesi, una strisciante e pericolosa seduzione che si fa strada nel cuore dell’uomo con argomentazioni false e allettanti”. Di fronte al “virus della falsità”, che emerge troppo spesso nei social network, il più radicale antidoto per il Papa “è lasciarsi purificare dalla verità” con un’analisi dei dati e una verifica attenta delle fonti.  Un messaggio che sprona tutti a riscoprire il senso del timor di Dio, attraverso una coscienza retta capace di promuovere il bene comune. 

Buona giornata delle comunicazione sociali con le stesse parole di Papa Francesco. 
Signore, fa’ di noi strumenti della tua pace.
Facci riconoscere il male che si insinua in una comunicazione che non crea comunione. 
Rendici capaci di togliere il veleno dai nostri giudizi. 
Aiutaci a parlare degli altri come di fratelli e sorelle. 
Tu sei fedele e degno di fiducia; fa’ che le nostre parole siano semi di bene per il mondo:
dove c’è rumore, fa’ che pratichiamo l’ascolto;
dove c’è confusione, fa’ che ispiriamo armonia;
dove c’è ambiguità, fa’ che portiamo chiarezza; 
dove c’è esclusione, fa’ che portiamo condivisione;
dove c’è sensazionalismo, fa’ che usiamo sobrietà;
dove c’è superficialità, fa’ che poniamo interrogativi veri;
dove c’è pregiudizio, fa’ che suscitiamo fiducia;
dove c’è aggressività, fa’ che portiamo rispetto;
dove c’è falsità, fa’ che portiamo verità. 
Amen.

d.g.s




Fotogallery