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Papa Francesco: non c'è alternativa alla pace in Medio Oriente

08/07/2018

A conclusione dell’incontro ecumenico a Bari, Papa Francesco ha espresso un auspicio: “Il Medio Oriente non sia più un arco di guerra teso tra i continenti, ma un’arca di pace accogliente per i popoli e le fedi”

Nella notte del “Medio oriente in agonia”, la pace si raggiunge con “la volontà reale di ascolto e dialogo”, non con “le tregue garantite da muri” e “le prove di forza”. Con queste parole, pronunciate sul sagrato della Basilica di San Nicola a conclusione della visita a Bari, Papa Francesco ribadisce che non c’è alternativa possibile alla pace. Auspicando che “l’’arte dell’incontro prevalga sulle strategie dello scontro”, il Pontefice esorta a trasformare “le urla di guerra in canti di pace”. 

Per fare questo è essenziale che chi detiene il potere si ponga finalmente e decisamente al vero servizio della pace e non dei propri interessi. Basta ai tornaconti di pochi sulla pelle di molti! Basta alle occupazioni di terre che lacerano i popoli! Basta al prevalere delle verità di parte sulle speranze della gente! Basta usare il Medio Oriente per profitti estranei al Medio Oriente!

Guerra figlia del potere e della povertà
La guerra – aggiunge Francesco – è una piaga che colpisce soprattutto la povera gente:
Pensiamo alla martoriata Siria, in particolare alla provincia di Deraa. Lì sono ripresi aspri combattimenti che hanno provocato un ingente numero di sfollati, esposti a sofferenze terribili. La guerra è figlia del potere e della povertà. Si sconfigge rinunciando alle logiche di supremazia e sradicando la miseria. 

Tanti conflitti – spiega poi il Pontefice – “sono stati fomentati anche da forme di fondamentalismo e di fanatismo” ma “la violenza è sempre alimentata dalle armi”:
Non si può alzare la voce per parlare di pace mentre di nascosto si perseguono sfrenate corse al riarmo. È una gravissima responsabilità, che pesa sulla coscienza delle nazioni, in particolare di quelle più potenti. Non si dimentichi il secolo scorso, non si scordino le lezioni di Hiroshima e Nagasaki, non si trasformino le terre d’Oriente, dove è sorto il Verbo della pace, in buie distese di silenzio. Basta contrapposizioni ostinate, basta alla sete di guadagno, che non guarda in faccia a nessuno pur di accaparrare giacimenti di gas e combustibili, senza ritegno per la casa comune e senza scrupoli sul fatto che il mercato dell’energia detti la legge della convivenza tra i popoli!

La speranza ha il volto dei bambini
Per aprire sentieri di pace, il Papa chiede infine che siano tutelate anche le minoranze, che sia garantito il diritto alla comune cittadinanza. Anche i cristiani - sottolinea - sono “ cittadini a pieno titolo, con uguali diritti”. Volgendo lo sguardo a Gerusalemme, Francesco ribadisce poi che lo “status quo esige di essere rispettato secondo quanto deliberato dalla Comunità internazionale”. “Solo una soluzione negoziata tra Israeliani e Palestinesi – aggiunge il Papa - potrà condurre a una pace stabile e duratura, e garantire la coesistenza di due Stati per due popoli”. In Medio Oriente, dove “da anni, un numero spaventoso di piccoli piange morti violente in famiglia”, la speranza – conclude Francesco – ha il volto dei bambini:

Gli occhi di troppi fanciulli hanno passato la maggior parte della vita a vedere macerie anziché scuole, a sentire il boato sordo di bombe anziché il chiasso festoso di giochi. L’umanità ascolti – vi prego – il grido dei bambini, la cui bocca proclama la gloria di Dio (cfr Sal 8,3). È asciugando le loro lacrime che il mondo ritroverà la dignità.

Dopo il pranzo all'arcivescovado, il congedo del Papa dai Patriarchi e, a seguire, dalle autorità locali. Prima di lasciare Bari per fare rientro in elicottero in Vaticano, Francesco ha visitato brevemente la cattedrale del capoluogo pugliese.

Amedeo Lomonaco

fonte: www.vaticannews.va




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