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Papa Francesco: il valore della vita

11/10/2018

«Nessuno misuri la vita secondo gli inganni di questo mondo, ma ognuno accolga se stesso e gli altri in nome del Padre che ci ha creati. Lui è amante della vita». 

Per Papa Francesco l’unica misura autentica per ponderare la vita è Dio e «l’amore con cui la ama». Non ci sono altre possibilità. Il segreto della vita viene svelato dal Figlio di Dio: «Si è fatto uomo fino ad assumere, sulla croce, il rifiuto, la debolezza, la povertà e il dolore. In ogni bambino malato, in ogni anziano debole, in ogni migrante disperato, in ogni vita fragile e minacciata, Cristo ci sta cercando, sta cercando il nostro cuore, per dischiuderci la gioia dell’amore». 

In piazza San Pietro, nella catechesi del mercoledì dedicata alla Quinta Parola “non uccidere”, Papa Francesco ha richiamato ogni uomo a interrogarsi sul valore della vita. «Siamo nella seconda parte del Decalogo, quella che riguarda i rapporti con il prossimo; e questo comandamento, con la sua formulazione concisa e categorica, si erge come una muraglia a difesa del valore basilare nei rapporti umani: il valore della vita». 

La società odierna specula sul creato e sulla cultura dello scarto, è incline alle guerre, alle organizzazioni che sfruttano l’uomo e «a tutti i sistemi che sottomettono l’esistenza umana a calcoli di opportunità, mentre un numero scandaloso di persone vive in uno stato indegno dell’uomo», ha notato il Papa.

Questa violenza verso la vita nasce dalla paura che conduce anche al rifiuto dell’esistenza: «Un approccio contraddittorio consente anche la soppressione della vita umana nel grembo materno in nome della salvaguardia di altri diritti. Ma come può essere terapeutico, civile, o semplicemente umano un atto che sopprime la vita innocente e inerme nel suo sbocciare? Da dove viene tutto ciò?», si è chiesto il Papa, che poi si è rivolto ai 26mila fedeli presenti in piazza San Pietro: «Io vi domando: è giusto fare fuori una vita umana per risolvere un problema? Cosa pensate voi? È giusto o no? È giusto affittare un sicario per risolvere un problema?». 

«Non si può, non è giusto fare fuori un essere umano, perché piccolo, per risolvere un problema: è come affittare un sicario per risolvere un problema», ha proseguito a braccio il Pontefice, seguito da un coro di “no” in risposta dalla piazza. 

Il Santo Padre ha invitato all’accoglienza dell’altro che consente di superare ogni paura: «È una sfida all’individualismo. Pensiamo, ad esempio, a quando si scopre che una vita nascente è portatrice di disabilità, anche grave. I genitori, in questi casi drammatici, hanno bisogno di vera vicinanza, di vera solidarietà, per affrontare la realtà superando le comprensibili paure. Invece spesso ricevono frettolosi consigli di interrompere la gravidanza».

L’uomo dovrebbe sapere che «un bimbo malato, come un anziano che necessita di assistenza, come tanti poveri che stentano a tirare avanti» sono «un dono di Dio che può tirarmi fuori dall’egocentrismo e farmi crescere nell’amore. La vita vulnerabile ci indica la via di uscita, la via per salvarci da un’esistenza ripiegata su sé stessa e scoprire la gioia dell’amore». 

Il Pontefice ha esortato a «non disprezzate la vita» che «vale il sangue di Cristo stesso. Non si può disprezzare ciò che Dio ha tanto amato!». E rifuggite «dagli idoli di questo mondo: il denaro, il potere, il successo. Questi sono parametri errati per valutare la vita». 

Quindi l’invito ad amare anche la propria vita «perché anche per essa vale il comandamento: “Non uccidere”». Ai tanti giovani che disprezzano l’esistenza Papa Francesco ha detto: «Smetti di rifiutare l’opera di Dio! Tu sei un’opera di Dio!».

Rosaria Giovannone


fonte: www.frammentidipace.org
 



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