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Il Papa agli studenti: vincete in generosità, il telefonino non sia una droga

13/04/2019

Agli studenti del liceo romano Visconti, che ha avuto tra i suoi alunni Eugenio Pacelli, futuro Papa Pio XII, e Franco Modigliani, futuro Nobel per l’Economia, Francesco affida il compito di portare avanti, “nelle mutate condizioni storiche e sociali” la passione per il sapere e per la cultura. La scuola, sottolinea il Pontefice nel suo discorso pronunciato nell'Aula Paolo VI, “deve restare una fucina per promuovere “inclusione, rispetto delle diversità e dialogo tra le diverse culture”. (Ascolta il servizio con la voce del Papa)

Libertà e futuro
“Il valore della fraternità - aggiunge il Papa - si basa sulla libertà, sulla ricerca onesta della verità, sulla promozione della giustizia e della solidarietà, specialmente nei confronti delle persone più deboli”. Con l’ingiustizia invece manca il confronto e cresce l’odio:

Quando non c’è libertà non c’è educazione, non c’è futuro. Quando non c’è ricerca onesta della verità ma c’è una verità imposta, che ti toglie la capacità di cercare la verità, non c’è futuro: ti annulla come persona. E quando non c’è promozione della giustizia, andremo a finire sicuramente in un Paese pusillanime, egoista, che lavora soltanto per pochi.

Tra silenzio e comunicazione
Il Papa esorta inoltre gli studenti ad ascoltare la voce della loro coscienza, “per non diventare un pezzo di carta che va al vento da una parte all’altra”. E, soprattutto, a “non aver paura del silenzio”: “solo nel silenzio interiore si può cogliere la voce della coscienza e distinguerla dalle voci dell’egoismo e dell’edonismo”. Francesco invita poi i giovani a liberarsi della dipendenza del telefonino e da tante altre dipendenze. Il telefonino, spiega il Pontefice, è per la comunicazione. Non deve diventare una droga altrimenti riduce la comunicazione in semplici contatti. La vita, ricorda il Papa, “non è per contattarsi” ma per comunicare.

Il telefonino è un grande aiuto, è un grande progresso; va usato, è bello che tutti sappiano usarlo. Ma quando tu diventi schiavo del telefonino, perdi la tua libertà. Il telefonino è per comunicare, per la comunicazione: è tanto bello comunicare tra noi. Ma state attenti, che c’è il pericolo che, quando il telefonino è droga, la comunicazione si riduca a semplici “contatti”. Ma la vita non è per “contattarsi”, è per comunicare! 

Essere capaci di amare
Francesco indica ai ragazzi due dimensioni essenziali nella vita affettiva: il pudore e la fedeltà. Si deve “amare con un cuore allargato ogni giorno”, “non sfacciatamente” e restando fedeli perché “l’amore non è un gioco”: “l’amore - aggiunge Francesco - è la cosa più bella che Dio ci ha dato”. Amare, ribadisce, “è allargare il cuore”. Amare “non è solo un’espressione del vincolo affettivo di coppia o di amicizia forte”:

Una forma concreta dell’amore è dato anche dall’impegno solidale verso il prossimo, specie i più poveri. L’amore al prossimo si nutre di fantasia e va sempre oltre: si inventano cose per aiutare, per andare avanti… La fantasia dell’amore. Non abbiate paura di questo.

Vincere in generosità
Francesco condanna la piaga del bullismo e ricorda che il “volontariato è una delle cose più belle e più forti che ha l’Italia”. Invita anche i giovani studenti del Liceo “Visconti” a “crescere nel volontariato”, “a non lasciarsi vincere in generosità”. Dal Papa, infine, una speciale esortazione:

Cari giovani studenti, non smettete di sognare in grande – questa è una cosa bella dei giovani: sognare in grande – e di desiderare un mondo migliore per tutti. Non accontentatevi della mediocrità nelle relazioni tra di voi, nella cura dell’interiorità, nel progettare il vostro futuro, nell’impegno per un mondo più giusto e più bello.

Amedeo Lomonaco

fonte: www.vaticannews.va




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