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Francesco: la santità è la parola di Dio incarnata nella storia

12/12/2019

L’udienza di Papa Francesco questa mattina alla Congregazione delle Cause dei Santi, nel 50.esimo anniversario della sua istituzione. Era infatti l’8 maggio 1969 quando, lo ricorda il Papa, San Paolo VI decise di sostituire la Congregazione dei Sacri Riti con due diversi dicasteri: la Congregazione delle Cause dei Santi e la Congregazione per il Culto Divino. E compito della prima è
il “riconoscimento della santità di coloro che hanno fedelmente seguito Cristo”.

I santi hanno sperimentato la fatica quotidiana 
Papa Francesco osserva che in questi 50 anni la Congregazione “ha vagliato un gran numero di profili biografici e spirituali di uomini e di donne, per presentarli quali modelli e guide di vita cristiana”. E continua:

Le moltissime beatificazioni e canonizzazioni, che si sono celebrate in questi ultimi decenni, stanno a significare che i Santi non sono degli esseri umani irraggiungibili, ma sono vicini a noi e ci possono sostenere nel cammino della vita. Infatti, sono persone che hanno sperimentato la fatica quotidiana dell’esistenza con i suoi successi e i suoi fallimenti, trovando nel Signore la forza di rialzarsi sempre e proseguire il cammino.

Ogni santo è incarnazione storica di un aspetto del Vangelo
Il Papa fa notare che ogni santo rappresenta “un progetto del Padre”, l’incarnazione, in un dato momento storico, di “un aspetto del Vangelo”, di una “parola di Dio”. E’ importante perciò, dice,  avere di fronte a noi “diverse tipologie di santità”. La santità, inoltre, “accompagna sempre la vita della Chiesa (…) spesso in modo nascosto”.
Pertanto, dobbiamo imparare a vedere la santità nel popolo di Dio paziente: nei genitori che crescono con tanto amore i loro figli, negli uomini e nelle donne che lavorano per portare il pane a casa, nei malati, nelle religiose anziane che continuano a sorridere. [...] Questa è tante volte la santità “della porta accanto”, di quelli che vivono vicino a noi e sono un riflesso della presenza di Dio.

Obiettività e rigore di fronte alle giuste attese dei fedeli
“La santità è la vera luce della Chiesa”, afferma ancora il Papa e alla Congregazione delle Cause dei Santi spetta il compito di “verificare le varie modalità della santità eroica”, come di quella più nascosta.
Si tratta di una verifica quotidianamente compiuta dal vostro dicastero, che fin dall’antichità è stata svolta con scrupolosità e accuratezza nella ricerca investigativa, con serietà e perizia nello studio delle fonti processuali e documentali, con obiettività e rigore nell’esame e in ogni grado di giudizio, relativo al martirio, all’eroicità delle virtú, all’offerta della vita e al miracolo. Si tratta di criteri fondamentali, che sono richiesti dalla gravità della materia trattata, dalla legislazione e dalle giuste attese del popolo di Dio, che si affida all’intercessione dei Santi e si ispira al loro esempio di vita.

I consultori siano a servizio della verità
Francesco esorta i membri della Congregazione a proseguire nel loro lavoro volto a conseguire “una piena certezza nella proclamazione della santità”. Si rivolge quindi ai Consultori che “in ambito storico, teologico e medico, sono chiamati ad adempiere con piena libertà di coscienza il proprio lavoro”, raccomandando loro un’attenta riflessione, imparzialità, libertà da ogni condizionamento, indipendenza:
Si tratta di tenere sempre presenti le finalità specifiche delle Cause, che sono la gloria di Dio e il bene spirituale della Chiesa, e sono strettamente legate alla ricerca della verità e della perfezione evangelica. 

Ai postulatori: le Cause sono realtà di carattere spirituale
Ai Postulatori va, invece, l’esortazione del Papa a non lasciarsi guidare "da visioni materiali e da interessi economici", dalla ricerca della propria "affermazione personale", ricordando che le Cause di beatificazione e canonizzazione hanno un carattere non solo processuale, ma spirituale. E aggiunge: 
Pertanto vanno trattate con spiccata sensibilità evangelica e rigore morale. Anzi, una volta parlando con il cardinale Amato, abbiamo parlato della necessità del miracolo. Ci vuole un miracolo, perché è proprio il dito di Dio lì. Senza un intervento del Signore chiaro, noi non possiamo andare avanti nelle Cause di canonizzazione.

La santità è l'anima della Chiesa
Infine ancora una sottolineatura sull’importanza del servizio svolto dal dicastero per “diffondere la consapevolezza che la santità è l’esigenza più profonda di ogni battezzato, l’anima della Chiesa e l’aspetto prioritario della sua missione”. Quindi l'affidamento a Maria, Regina di tutti i Santi. 

Adriana Masotti 
fonte: www.vaticannews.va




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