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La vicinanza del Papa alla Croazia colpita dal terremoto

22/03/2020

Esprimo la mia vicinanza alle popolazioni della Croazia colpite questa mattina da un terremoto. Il Signore dia loro la forza e la solidarietà per affrontare questa calamità.
Il Papa dopo la recita della preghiera mariana dalla Biblioteca del Palazzo Apostolico, rivolge così il suo pensiero alla popolazione della Croazia che in queste ore è ancora in strada per il sisma che ha colpito all’alba la capitale Zagabria.

Feriti e danni
Due le scosse ravvicinate una  di magnitudo 5.4 e l'altra di 4.6 una alle 5.24 ora locale, l’altra mezz’ora dopo, avvertite anche in Italia, hanno provocando ingenti danni nella città e alcuni feriti, tra cui, grave, un ragazzo di 15 anni, in un primo momento dato per morto, rimasto schiacciato nel crollo di un palazzo in centro. Le immagini che stanno circolando sui media mostrano edifici  gravemente danneggiati, auto distrutte dalle macerie e strade coperte di calcinacci. Il quotidiano Vecernji parla anche di danni all’ospedale di Rebro.

Oltre al sisma, l’epidemia
Nel Paese la situazione è difficilissima, dato che dalla notte scorsa è in vigore il lockdown volto a limitare la diffusione del Coronavirus e c'è il blocco totale di treni e trasporti pubblici. Il presidente della Repubblica, Zoran Milanovic, è stato messo al sicuro. Il ministero dell’Interno ha invitato tutti a rimanere in strada ma mantenendo la distanza di sicurezza. “Stiamo affrontando  due gravi crisi, il terremoto e l'epidemia”, ha dichiarato il ministro dell’Interno, Davor Bozinovic:  nelle ultime ore si contano nel Paese altri 29 casi di Coronavirus, con il totale che sale a 235.

Nessun danno alla centrale nucleare
Nessun problema invece alla centrale nucleare di Krsko, in territorio sloveno e distante circa 60 km da Zagabria, che continua a operare in modo sicuro e affidabile, senza problemi. Il management dell’impianto continua le ispezioni preventive dei sistemi e degli equipaggiamenti ma per ora non c’è necessità di fermare l'impianto.

Cecilia Seppia 

fonte: www.vaticannews.va




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