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La singolare attualità della vita Santa Faustina Kowalska

20/04/2020

Il modello di santità di Santa Faustina Kowalska possiede “una singolare attualità per la sua caratteristica imitazione della vita nascosta di Gesù, per la santificazione dei doveri quotidiani nel nascondimento, nella contemplazione, nel lavoro” come si legge nei documenti che hanno portato alla canonizzazione della Santa. 
Il rettore della Chiesa di Santo Spirito in Sassia, don Jozef Bart (che oggi ha concelebrato insieme a Papa Francesco) nel mio libro pubblicato nel 2003 per le edizioni San Paolo - Santa Faustina e la Divina Misericordia” - sottolineava che mediante questa santa polacca il messaggio della Divina Misericordia “si è legato per sempre al XX secolo ed è diventato il ponte verso il terzo millennio. Non è un messaggio nuovo, ma si può ritenere un dono speciale di illuminazione”. E Giovani Paolo II ha colto questa messaggio ed ha voluto che la seconda domenica di Pasqua fosse dedicata alla Divina Misericordia affinché “i fedeli possano ricevere più largamente il dono della consolazione dello Spirito Santo e così alimentare una crescente carità verso Dio e verso il prossimo e, ottenuto essi stessi il perdono di Dio, siano a loro volta indotti a perdonare prontamente i fratelli”.
Un dono quello di Giovanni Paolo II significativo in questo tempo di pandemia. 
Papa Francesco ha scelto, questa domenica, proprio la Chiesa di Santo Spirito in Sassia, Centro di spiritualità della Divina Misericordia a Roma – a pochi passi dal Vaticano - per celebrare la liturgia eucaristica delle Festa. Una liturgia trasmessa in Tv. 
“La risposta dei cristiani nelle tempeste della vita e della storia non può che essere la misericordia”, ha detto il papa: “l’amore compassionevole tra di noi e verso tutti, specialmente verso chi soffre, chi fa più fatica, chi è abbandonato... Non pietismo, non assistenzialismo, ma compassione, che viene dal cuore. E la misericordia divina viene dal Cuore di Cristo Risorto. Scaturisce dalla ferita sempre aperta del suo costato, aperta per noi, che sempre abbiamo bisogno di perdono e di conforto. La misericordia cristiana ispiri anche la giusta condivisione tra le nazioni e le loro istituzioni, per affrontare la crisi attuale in maniera solidale”. 
“O Sangue ed Acqua che scaturisti dal Cuore di Gesù come sorgente di misericordia per noi, confido in te!”, è la preghiera che termina la recita, ogni giorno alle 15,00, della Coroncina alla Divina Misericordia. E durante la messa del papa, in una Chiesa affollatissima nei momenti della Festa della Divina Misericordia, ma oggi VUOTA, le immagini dell’operatore si soffermavano spesso sul quadro con la scritta “Gesù confido in te”. Una immagine apparsa a Santa Faustina e scelta da Gesù stesso per essere strumento di diffusine del culto alla Divina Misericordia come ha scritto la santa nel suo Diario: “La sera, stando nella mia cella, vidi il Signore Gesù vestito di una veste bianca: una mano alzata per benedire, mentre l’altra toccava sul petto la veste, che ivi leggermente scostata lasciava uscire due grandi raggi, rosso l’uno e l’altro pallido”, scrive Santa Faustina il 22 febbraio 1931: “muta tenevo gli occhi fissi sul Signore; l’anima mia era presa da timore, ma anche da gioia grande. Dopo un istante, Gesù mi disse: Dipingi un’immagine secondo il modello che vedi, con sotto scritto: Gesù, confido in Te. Desidero che questa immagine venga venerata prima nella vostra cappella, e poi nel mondo intero. Prometto che l’anima, che venererà quest’immagine, non perirà. Prometto pure già su questa terra, ma in particolare nell’ora della morte, la vittoria sui nemici. (...) Io desidero che vi sia una festa della Misericordia. Voglio che l’immagine, che dipingerai con il pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia. Desidero che i sacerdoti annuncino la Mia grande Misericordia per le anime dei peccatori”. 
Un immagine molto venerata oggi in tutte le parti del mondo. Un culto che trova nel “Diario” una base solida. In una delle tante apparizioni Gesù le dice “Non voglio punire l'umanità sofferente, ma desidero guarirla e stringerla al mio cuore misericordioso”. E’ il messaggio che arriva oggi in questo tempo: attraverso Santa Faustina e il culto alla Divina Misericordia, il Signore ha mandato e manda al mondo il grande messaggio della Misericordia Divina e mostra un esempio di perfezione cristiana basata sulla fiducia in Dio e sull'atteggiamento misericordioso verso il prossimo. “In tutti i continenti dal profondo della sofferenza umana sembra alzarsi l’invocazione della Divina Misericordia”, scriveva nel mio volume padre Bart: Santa Faustina attraverso il messaggio della Divina Misericordia “vuole dare la risposta agli uomini colpiti dall’angoscia, dalla paura, dalla solitudine, agli uomini tentati dal dubbio dicendo che 'L’umanità non troverà pace finché non si rivolgerà con fiducia alla Divina Misericordia’”. E questo messaggio oggi, dalla messa dalla Chiesa di Roma dove il culto è presente e dove si è voluto recare Papa Francesco, arriva a tutti perché solo da questo può arrivare pace e felicità al mondo intero. Ma ognuno di noi deve vincere il proprio egoismo che è, come ha detto il papa, un “virus ancora peggiore”, il virus dell’ “egoismo indifferente” mentre quello che stiamo vivendo dimostra “che non ci sono differenze e confini tra chi soffre. Siamo tutti fragili, tutti uguali, tutti preziosi”. Siamo tutti sulla stessa barca, come ha detto recentemente il Papa. 
Torniamo quindi alle parole di Gesù alla Santa polacca: “l’umanità non troverà pace finché non si rivolgerà con fiducia alla Divina Misericordia”.
Raffaele Iaria



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