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VITA QUOTIDIANA

06/04/2017

Il giocatore ... con la palma


"Se ne avesse avuta l'occasione, avrebbe tirato a sorte anche sulla tunica di Gesù". Bruno e gli amici, quella mattina delle Palme, in piazza, avevano centrato i loro discorsi su Vincenzo, il nipote di Ciccio Sventola. 
Il vecchio Ciccio non era stato un vero e proprio stinco di santo, "ma, almeno -dicevano- quanto guadagnava col lavoro lo portava a casa per i bisogni della famiglia". "Ed erano tempi duri quelli! -andava dicendo Lillo il barone- Tempi in cui era più facile vedere una stella cometa che dei soldi". 
Il nipote no. Lui era di un'altra pasta. Maneggiava sempre soldi, aveva un lavoro alla società dell'acqua ben retribuito, ma non gli bastava niente, "nemmeno il gancio della roncola", sospirava Bruno, seduto al centro della panchina con un filo di palma intrecciato, che gli usciva dal taschino della giacca. "Questa volta però l'ha fatta grossa -continuò tutto serio, mentre gli amici stavano zitti ad ascoltarlo- questa volta ha battuto il record. Lo sapevamo tutti che col quel vizio del gioco si spendeva buona parte dello stipendio: in macchinette mangiasoldi e grattando biglietti diabolici. Lo sapeva anche quella poveraccia della moglie che tante volte ha dovuto comprare a credito il latte per i suoi due figli. 
"Ma allora è vero che questo mese si è giocato tutti i soldi e sua moglie, disperata, si è presa i figli e se n'è tornata dai suoi?". Era vero! 
In quei giorni che precedevano la Pasqua, ridotta all'esasperazione, la moglie di quell'uomo avvelenato dal vizio, pensò di andare dai suoi genitori, a trascorrere le feste in pace: "almeno là i figli avranno da mangiare e i nonni gli compreranno pure l'uovo di Pasqua". 
Bruno aggiunse: "al peggio non c'è mai fine; perché, cari miei, dovete sapere che questa volta Vincenzo l'ha fatta più che grossa. Non gli è bastato giocarsi lo stipendio; ostinato com'è, per rifarsi, come diceva lui, prima si è fatto prestare 300 euro dall'amico Franco Ratti, poi ha svuotato un libretto di risparmio che sua moglie aveva alimentato con sacrifici, un centesimo alla volta, per eventuali emergenze, ed ora, stando a quanto ho appurato -proseguì nel suo racconto Bruno- ha sottratto con l'inganno i soldi della pensione a sua zia Mariella". 
"Quando uno è bestia, è bestia -sbraitò un'altro degli amici- uno ha i soldi e non se li sa godere con la famiglia! Meriterebbe....". "Sssh.. eccolo che sta passando". 
Coi capelli lucidi di gel, con vestito e cravatta, testa in alto e tutto pimpante, Vincenzo risaliva verso la Chiesa con una palma intessuta ed un ramoscello d'ulivo nella mano; come se nulla gli fosse accaduto si apprestava a partecipare al  rito della benedizione degli ulivi e delle palme. Sua moglie e i suoi figli, invece, dalla vergogna si erano rintanati nella casa dei genitori della donna. 
"Andiamo -disse Bruno agli amici- altrimenti resteremo fuori dalla chiesa; oggi è la Domenica delle Palme e a messa ci vanno tutti.
Paola e Giovanni Lucà



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