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ALLA SCOPERTA DEI SANTUARI CALABRESI - Santuario Mariano Diocesano Santa Maria della Sambucina

03/08/2017

In Cammino alla scoperta del Santuario Mariano Diocesano Santa Maria della Sambucina.
a cura dellla Dott.ssa Giustina Aceto 


"O agresti solitudini, o pinete
/ O monti della Sila cosentina / Che l'estrema reliquia possedete / Del Monastero della Sambucina... / Giovine io sono di più mite impegno / Amo le Muse, e a meditar qui vegno". Vincenzo Padula, Il Monastero di Sambucina.

Sulla strada che da Luzzi porta in Sila, a circa 800 m s.l.m., sorge la Chiesa Abbaziale della Sambucina.
L'abbazia di Santa Maria Requisita, comunemente detta della "Sambucina" dal luogo ove sorge, è stata la prima fondazione cistercense nel Regno di Sicilia.
Tra il 1150 ed il 1160, in questo monastero Gioacchino da Fiore ("... il calavrese abate Gioacchino/di spirito profetico dotato" - Paradiso, XII, 139-141) compi' il noviziato e ricevette gli ordini sacri, e appartenne alla comunità monastica sambucinese sono alla nomina ad abate di Santa Maria di Corazzo.
Danneggiata rovinosamente dal cataclisma del 1184, la Sambucina venne ricostruita grazie al l'apporto dei monaci di Casamari e sotto la guida dell'ex segretario di Gioacchino da Fiore, Luca Campano, che coprì la carica di abate dal 1193 al 1202.
Sotto il suo abbaziato alla Sambucina fiorirono le arti, l'architettura e la scultura, unitamente ad un attivo centro scrittorio.
Nel 1220 ci fu un altro evento tellurico che costrinse i monaci a trovare provvisoria dimora presso l'ex abbazia benedettina di Santa Maria della Matina presso San Marco Argentano.
Nel marzo del 1569 una rovinosa frana travolse e distrusse il convento, le fabbriche annesse e gran parte della chiesa della quale rimase intatta soli l'abside, la parte centrale del transetto e la prima arcata della navata centrale. A seguito di questo evento, i frati furono costretti di nuovo ad abbandonare l'abbazia e a trasferirsi nel monastero di Santa Maria della Matina.
Nel 1625 furono portati a compimento i lavori di ricostruzione e adattamento della Chiesa e del monastero: venne sbalzata l'attuale facciata; furono tamponati i vuoti del transetto e dell'arcata superstite e, addossandolo all'abside, fu costruito l'attuale convento. Dopo questi lavori i monaci fecero ritorno in Sambucina. La vita del monastero si protrasse fino al 1780, allorquando il governo borbonico ne decretò la soppressione.
Nel 1803 la parte propriamente conventuale, compreso il braccio sinistro del transetto, purtroppo, per effetto della vendita fatta dallo Stato, divenne proprietà privata.
Nel 1945 l'architetto Gismondo Martelli esegui' dei lavori di restauro e spogliò le pareti della chiesa da una spessa coltre d'intonaco sotto la quale per secoli erano rimaste le originarie strutture.
Dell'impianto cistercense delle origini la Sambucina non conserva molto, né all'esterno, né tanto meno all'interno. Anche della biblioteca, dei codici, dei manoscritti rari resta poco. Quello che rimane oggi, purtroppo è solo una piccola chiesa a navata unica e il convento costruito dietro l'abside.
Il 9 ottobre 1988 mons. Dino Trabalzini, desiderando lasciare un segno permanente dell'Anno Mariano 1987-88, elevo la chiesa di Santa Maria della Sambucina a Santuario Mariano Diocesano.
Nell'Anno Mariano, 2004-2005, indetto a Luzzi per il centocinquantesimo anniversario della Definizione del Dogma dell'Immacolata Concezione e della Sua proclamazione a Patrona e Protettrice della Città di Luzzi, il Santuario è stato restaurato e rinnovato soprattutto con la pregevole area presbiterale in pietra tufacea di San Lucido.


Informazioni utili:
Come si arriva:
- Autostrada (SA-RC) svincolo Rose-Montalto Uffugo.
- FFSS - Castiglione Cosentino Scalo e proseguimento con pullman delle Ferrovie della Calabria.
- Aeroporto di Lamezia Terme e pullman o navetta per Cosenza delle Ferrovie della Calabria.
- Rettore: Don Pasquale Traulo.
- Diocesi d'appartenenza: Arcidiocesi Metropolitana di Cosenza - Bisignano.
- Festa principale: 15 agosto, con la quindicina dell'Assunta (1-15 agosto).


Per info: giustinaaceto@gmail.com



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