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SGUARDO ALLA PAROLA - Lo scandalo mina la verità dell’uomo

21/09/2017

Non si può impostare una riflessione sullo scandalo, usufruendo oggi anche dei mezzi tecnologici, da sempre accompagnatore dell’essere umano, senza soffermarsi sul vangelo. Gesù è molto chiaro nel raccomandare al mondo intero di non cadere mai in alcuno scandalo, pena la rovina della propria vita terrena ed eterna. “Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che vengano scandali, ma guai all’uomo a causa del quale viene lo scandalo!” ( Mt.18, 7). Ogni qualvolta che quest’ultimo avanza, arretra un pezzo di verità dell’uomo del Signore. Si mina così il cammino di salvezza e di redenzione che ogni singolo individuo dovrebbe avviare, per meglio gustare le meraviglie naturali e i talenti personali che il Creatore gli ha consegnato. Quando si è da sé si rinuncia ad essere da Dio e si interrompe, per la propria parte, l’equilibrio terreno che si nutre di quello celeste. Il male altrui è in costante agguato. Ci segue. Ci aspetta. Ci controlla. Ci illude. Ci tenta, per poi spingerci a prendere la strada sbagliata. 
Un disastro personale e comunitario, spesso non percepibile dall’interessato e dal mondo che lo circonda, perché il tutto è spesso avvolto da scintillanti illusioni. Da qui si passa da colui che subisce il male a chi è pronto ad indirizzarlo nei confronti del proprio prossimo. Da servi del Signore si diventa servi del peccato, per indurre gli altri al medesimo fallimentare comportamento. Lo scandalo che cosa è se non “un peccato commesso pubblicamente”. Oggi si parla di scandali quotidiani e spesso si ha l’impressione che la società si sia assuefatta ad una triste realtà del genere. Un aspetto sociale grave che solo una fede matura può nel tempo stroncare nelle sue infinite articolazioni. Non bastono i proclami moralistici o peggio ancora politici. Necessita una revisione collettiva profonda, Un riesame interiore vincolato a principi universali ed eterni che il cristianesimo ha sempre promosso e testimoniato per la salvezza dei popoli. 
Lo scandalo può essere comunque definito passivo e attivo. Cosa si intende per scandalo passivo? “È scandalo passivo quando è l’altro che con i suoi peccati e menzogne ci conquista ad agire male, a pensare e a volere il male”. Si tratta difronte a tutto questo di mettere in moto le virtù teologali della prudenza, temperanza e fortezza, scudi insostituibili per arginare l’attacco subdolo che viene in questi casi dall’esterno. Chi è prudente non apre direttamente la porta del suo cuore a quanto gli viene propinato dalle mille fonti che lo circondano. Con la temperanza si pone un freno ad ogni cosa prima di essere convinti di un qualsiasi atto avanzato da altri. L’equilibrio e la misura sono infatti suoi alleati e garantiscono sempre ognuno. La fortezza nutre infine il coraggio e la volontà dell’uomo, rendendolo impermeabile alle lusinghe striscianti del peccato altro, quale attore principale degli scandali consumati. 
E lo scandalo attivo come può essere inquadrato? “È scandalo attivo quando siamo noi che con parole e azioni o anche con il semplice nostro modo di mostrarci diveniamo causa di male per gli altri”. In tale circostanza cade ogni pensiero cristiano; ogni briciolo di fede: ogni pizzico di amore per il prossimo. Solo un corpo svuotato dallo Spirito sa essere fabbricatore del male per sé stesso e per chi gli sta vicino. Il problema è ancora più drammatico quando gli scandali toccano il corpo sociale attraverso la politica, l’economia, la famiglia, la Chiesa, le istituzioni. Il colpo ricevuto è doppio! Da una parte si mette a dura prova la fiducia collettiva in alcuni capisaldi del Paese, dall’altra si subiscono gli effetti finanziari, sociali, etici che inevitabilmente a cascata ne derivano. Lo scandalo attivo e quello passivo sono purtroppo interscambiabili, fino al punto di passare facilmente dall’uno all’altro.
Una cosa è certa, al di là delle varie performance, scandalizzare significa sospendere il valore ontologico di un processo naturale di vita, privato o pubblico, consegnandolo alle retrovie falsate della storia. Tutto ciò che si costruisce sulle fondamenta che lo scandalo ha tracciato intorno a sé, soddisfa nell’immediato il diretto interessato e quanti ad esso sono legati. Nel tempo i primi scricchioli; poi le scosse più forti; ne segue il crollo definitivo. È questo un fatto oggettivo, forse ritardabile, ma mai eliminabile. A l’uomo la scelta di come agire!
Egidio Chiarella




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